Se avessi la vostra forza!
Voi resistete alla bufera
sicché quell’impeto si smorza
sulla chioma. Pura, sincera
è la vostra vita: le braccia
nel cielo immenso, le radici
piantate nella terra. Schiaccia
il fato il tempo. Non ho amici,
fuorché voi, alberi, che donate
frescura e voci argentine,
dolci frutti e fronde ambrate,
risa di luce con le brine.
Veramente io sono solo:
fuggo il mondo che mi fugge
e rincorro l’agile volo
dei pensieri, il sogno che sfugge
come aquilone dalla mano
incerta di un bimbo. Parlo
a voi che rispondete piano
con sillabe di vento. Parlo
e credo qualcuno ascolti.
Il cenno flessuoso d’un ramo,
i profumi nell’aria sciolti,
una voce che dice: “Ti amo…”.
Se il fulmine vi schianta
o il legnaiolo con la scure,
la misera anima affranta
soffre di pene vie più dure.
Un giorno scorsi un nido
a piè d’un cerro abbattuto.
Dei pulcini un ultimo grido,
l’accorata richiesta d’aiuto…
E’ sera: nell’aria magenta
cammino. Da lungi erompe
il fiotto dei vespri. E’ spenta
la fede, il cuore si rompe.
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