“Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l'uomo ideale e forte che m'aspettavo? Forse fu tale dubbio che mi legò al mio vizio perché è un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente.”
(Italo Svevo)
Quando la morte
mi salverà dall’amore
non ne sarà più niente
di quel ragazzo disorientato
che vagava nei torbidi abissi
della decomposizione
irreversibile
della noia.
Quando
gli
effetti
opprimenti
dell’angoscia
esistenziale
avranno
liberato
la mia
milza
dal marcio
dei sogni dimenticati,
non ci sarà nulla di nuovo.
Nulla di dissonante
si aggirerà più
per la casa,
nulla di abrasivo
si riverserà ancora
sulla concretezza della carta.
Sono stato un fiume in viaggio,
la ventunesima forma del Tai Chi,
una corrente in prossimità del vuoto.
Sono stato spontaneamente coloratissimo,
un pensiero nato per affrontare il vento
e quelle sensazione dalle quali
è impossibile fuggire.
È stato delizioso,
bellissimo, favoloso.
Ma domani sarò un fumo denso
che come il tempo non ritornerà mai più.
“Il tempo, per me, non è quella cosa impensabile che non s’arresta mai. Da me, solo da me, ritorna.”
(Italo Svevo)

Commenti
Come sempre grazie per soffermarti sui miei deliri
Nell’antichità pensavano che la bile nera prodotta dalla milza fosse la causa dell’inquietudine.
Lo splendido spleen di Baudelaire.
Charlie
Mi hai fatto un regalo immenso con il tuo commento. Davvero.
charlie