Hanno le cose un suono scabro
e le immagini ruvide
si proiettano sullo schermo
del mondo.
A volte la tua presenza
è così distante
che mi chiedo
come io abbia potuto credere in te.
Non ho la fede degli atei,
ma neppure mi arrendo
a una vita scarnificata.
Non capisco la tua domanda,
anche se siamo un unico cuore,
un’unica lingua,
divisa ormai
dallo iato di millenni.