Aspetto
il cambio di stagione,
attendo che il mare si agiti.
Le onde si infrangono
sugli scogli
con violenza.
Forse
sentirei
meno dolore.
Scruto il mare
calmo,
piatto.
Attendo che la
sofferenza
venga risucchiata dalle onde.
Arriverà il vento
da nord est,
la bora fischierà.
Attendo...
di sentire
la tua voce.
Che quel freddo
inverno
ha portato via.
Attendo la tempesta
che si porti via
questa quiete.

Commenti
sentire il vento che urla e la pioggia che sbatte è come avere toccasana per l'anima.
E' come se, appunto, quella tempesta risucchiasse la nostra, quella dell'anima; oppure che tutto quel casino
fosse il nostro sfogo!... E poi la quiete...
Molto condivisa, brava! Un abbraccio, ciao...
Molto bella Silvana!
Ciao Elisa
versi malinconici a tratti ,ma bella soprattutto quando dici " attendo di sentire la tua voce " e implori la tempesta a portarsi via la quiete.
Brava Silvana .