Forse per destino i quattro s’ incontrarono,

lì dove regna l’apparente pace,

seduti come stan gli amici al bar,

visi solcati e bocca cucita, tace.

Si scrutano, cercano di capire,

negli occhi, quasi spenti, si legge ogni storia,

i cenni con il capo ne danno la conferma,

di loro nessun postero terrà viva la memoria.

Come macchina ridotta ad un rottame

son loro parcheggiati in “Domus Curae”,

stanchi, fermi o pochi passi appena,

che vita! Tutto in quella casa li trascura.

Nessuno più li cerca, nessuno più li vuole,

nemmeno i propri figli, che ebbero la vita,

qualcuno di buon cuore promette, ci verrà,

e vivan speranzosi ma l’ora è ormai finita.

Quei quattro stessa hanno avuto la sorte,

e si ritrovano ogni sera vecchi più di ieri

a capire ma non narrare ognun le loro pene,

personaggi di un romanzo dai tristi pensieri.

Fu diversa in gioventù la vita dei signori,

chi medico o maestra, chi scrittore o vigile bidella,

ora tutti uguali stan sotto il tetto del destino

e per passar il tempo uniti a leggere la “LIVELLA”.

Dell’ “Opera” tutte le rime voglion risentire

ed una voce stanca all’improvviso grida:

“ a livella per noi non è la morte

e questa vita triste, è tutto il tempo prima”.

Quel che di vero dentro il libro è scritto,

nei versi che il “Principe” volle regalare,

la morte è una livella, Totò diceva,

ma essi, alla loro vita la vollero eguagliare.

Lì in quelle mura tutto han perso loro,

fiducia, rispetto, arte e dignità,

ognuno col compagno viene ormai confuso,

tenuto come un peso finché Dio lo vorrà.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Commenti  

nabrunindu
+1 # nabrunindu 02-12-2015 11:08
molto, molto bella! :-)
Cosetta Taverniti
+1 # Cosetta Taverniti 02-12-2015 13:42
Grazie!
Carlo Marconcini
+1 # Carlo Marconcini 02-12-2015 11:38
Ogni mia parola è inutile.Questo è un capolavoro.
Cosetta Taverniti
+1 # Cosetta Taverniti 02-12-2015 13:42
Io non ho parole per ringraziarti!
Gigggi
+1 # Gigggi 02-12-2015 13:36
E' una magnifica descrizione...Io sono molto legato ad una persona che vive in una domus curae per sua esclusiva volontà...E per vera fortuna non vive una situazione simile a quella che così bene descrivi...Ma mi rendo conto che si tratta di un caso molto raro per sua gran fortuna.
poesie profonde
+1 # poesie profonde 02-12-2015 14:05
Ciao Cosetta sei davvero bravissima. Buon pomeriggio cara
Rocco Michele LETTINI
+1 # Rocco Michele LETTINI 02-12-2015 15:06
UN POETAR SUGGESTIVO CHE LASCIA NELLA TRISTEZZA... NON SI PUO' PARCHEGGIARE UNA PERSONA CHE PER ANNI E' STATA IL FIOR FIORE DELLA FAMIGLIA PARCHEGGIARLA IN UNA DOMUS CURAE... PERCHE' VECCHIA... PERCHE' MALATA... LIETO MERIGGIO.
Caterina Morabito*
+1 # Caterina Morabito* 02-12-2015 16:19
Case di riposo , dovrebbero essere tali, ma per quanto se ne dica e se ne parli fanno paura , cosi belle nell'aspetto ma poi?
Concordo con Blueeyes ci sono case e case e ci sono scelte non egoistiche ma fatte con la consapevolezza che forse è l'unico posto migliore , migliore della solitudine.
Cosetta Taverniti
+1 # Cosetta Taverniti 02-12-2015 16:54
Per quanto esse possano essere all'avanguardia e colmi di calore, non possono essere sostituiti o paragonabili alla grande o piccola casetta, ricca o modesta, nella quale ognuno ha vissuto circondata dall'affetto dei suoi cari e dagli effetti suoi personali.
Hera
+1 # Hera 02-12-2015 19:08
una poesia che oltre ad essere bella è anche molto interessante vista la tematica molto delicata e drammatica... brava!!
Cosetta Taverniti
+1 # Cosetta Taverniti 02-12-2015 19:25
Grazie Hera è un argomento molto delicato davvero grazie ancora.
Giò
+1 # Giò 02-12-2015 19:56
Un argomento molto delicato, non bisogna sbilanciarsi in opinioni avventate.
Sono d'accordo con Blue: in alcuni casi è la scelta migliore, vale a dire il male minore.
L'abbandono mai! Brava Cosetta, hai reso l'idea in modo tangibile. Ciao....
Silvana Montarello
# Silvana Montarello 10-12-2015 18:16
Sono scelte molto difficili, ma tu ancora una volte dimostri la tua bravura.

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