Non c ‘è cosa
che artisti, poeti e scrittori
temano di più,
di quell’occhio
di quell’occhio
che vede la loro piccola frode;
che rivela loro, quanto
avessero dovuto deviarla, meglio,
verso l’innocente piacere di se stessi.
Quell’occhio…
che attraverso la loro arte
vede,
come quell’attimo di debolezza
come quell’attimo di debolezza
sia simile ad un furto
consumato a danno dell’intero mondo
e dei quotidiani pensieri,
che forse avrebbero potuto
essere ampliati,
colorati, reinventati...aromatizzati!
Quell'occhio...
che individua, che spia, che brama,
quell’andare oltre il semplice imitare.
Che chiede, pretende,
Che chiede, pretende,
che sia solo l'interpretare...
... l'estemo, unico, rituale.
Perché, guai Poeti!
Quale sorta di crudele terribilità:
non essere abbastanza,
facilmente… riconoscibili!



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HAI USATO CHIAREZZA DI LINGUAGGIO E NITIDIZZA ESPRESSIVA.
LIETA SETTIMANA.
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