Ho visto sbrilluccicare l'acqua del canale in mezzo a file di barconi da pesca

e pensato ai viaggi che non ho fatto e che non farò,

al tempo trascorso in assenze,

ai dubbi che non ho voluto risolvere.

L'odore della terra umida

dopo la pioggia leggera che bagna i capelli

il mio passo libero, ondeggiante su vie calpestate da ignoti.

Nello spazio breve di miliardi di respiri destinati a rompersi

ho disperso forze in baci non dati a chi guardava altrove

e provato a sorridere a ogni costo su lapidi di amori complicati.

Accetto la pioggia, la neve, il vento e il sole

o mi ci perdo per non dover darmi spiegazioni.

Ho intuito che con poco dolore puoi smarrire il filo dei pensieri

e scoprire che il tempo sta finendo..

Una vita e una sola,

il canale si illumina della luce del pomeriggio

e si scopre luogo nascosto nella mia esistenza segreta.

Ho aperto le mani per lasciar cadere,

che si perdano istanti e si rincorrano ombre,

ho ancora da seguire qualche rotta.


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Profilo Autore: Gian Luigi D'Onofrio  

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