
Piccole farse
a saziare pensieri
e noie nere
nella vastità della notte.
Ascolto tremiti e antiche paure
nel linguaggio muto delle cose.
mentre ore srotolano impavide
scandendo un tempo senza tempo.
Nell’assordante silenzio
scrivo di figli lontani
d’amori perduti
e colline deserte.
Stupri e violenze.
intolleranze esasperate
e irreligiose tragedie.
Scrivo senza comprendere
il fulcro del male
che l’animo stravolge.
Pensieri,
pensieri neri
come questa impietosa notte
che veste carbone e odora di zolfo.
Sillabe piangono mute
mentre nel foglio l’inchiostro
diviene sangue
d’annusato orrore.
