Siamo tutti desperados
o quasi tutti almeno,
innamorati del fuoco santo,
quella fiamma sacra e maledetta
che ci arde tra il cuore e il costato.
Come falene in una trappola di luce
poi moriamo in fretta
consumati dalle nostre stesse passioni
e come fenici risorgiamo
nel dolore che ci brucia , ogni volta.
E siamo più famelici di vita
fino alla prossima caduta
o alla prossima ferita che strema
ma spesso incattivisce.
Perdiamo pezzi per le strade
che non ribatteremo più.
Su altre ciechi insistiamo
fino a schiantarci contro il muro
di un rifiuto.
Duriamo come una sigaretta
rotolata fra le labbra
ma parliamo spesso di eterno.
E intanto l'odio attorno divora tutto
non meno di un cancro quasi senza cura
ed il dio denaro ha il suo da fare
a vendere, comprare e mercificare.
Le guerre oltre che crudeli
sono di una stupidità abissale.
Invece di godersi il poco tempo
che ci resta da queste parti...
Abbiamo scadenze non poi così diverse
da quelle del latte e delle uova...
Parlo del lato terreno, so che oltre c'è qualcosa
ma non mi azzardo troppo sul cosa.
Non ho problemi con Dio non avendone uno.
Le visioni sono personali.
Ma siamo tutti desperados
o quasi tutti almeno.
Ai pochi eroi la mia stima .
C'è di buono che so ancora sorridere
e prendere in giro la pochezza umana,
a cominciare dalla mia.

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Grazie