Ci vien detto, per ricordare..
che nel primo pianto
    
l’abbraccio della madre ci quieta.
 L’amore ed il calore,
 ci avvolge e ci protegge.
 In questa stretta di contatto,
 il cammino di noi tutti,
 non è abbandono.
Forzatamente divisi,
 tra le mura confinati,
il ricordo possediamo.
 Questo..
oscuro e  insensato nemico,
l’amore sconosce,
la vita ci toglie e l’abbraccio impedisce.
La mia penna  ed il mio inchiostro
l’abbraccio del sole, del mare, del vento
o la carezza di una lacrima  hanno scritto.
 Gli eufemismi, adesso, non dissetano
la riconosciuta solitudine e l’inquietudine  di noi esseri confinati.
L’amore isolato perde la sua anima,
gli occhi non trovano,
 la paura si insinua
e le parole non colmano il contatto.
L’abbraccio della morte noi rifiutiamo,
perché  la vita… è amore,
il contatto siamo noi
e  l’abbraccio è  il cammino per essere uniti.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Sostenitore del Club Poetico dal 16-11-2020

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