Una luna stanca accarezza
la mia tristezza
e l’ozio ondivago
che rulla nei selciati.
 
Una luna triste accarezza
il mio orgoglio
e i passi lenti
di un clochard.
 
Sulle colline
delle mie falsità
e su vuoti ricordi
di neri aironi
la luna stende
il suo pianto.
 
E  io, come un pirata,
depredo coralli
negli abissi
del mio oceano.
 
 
 
 

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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Commenti  

nabrunindu
# nabrunindu 14-08-2013 00:48
bella vincè, davvero bella! bravo.
Tiziana Rosella
# Tiziana Rosella 14-08-2013 09:57
poesia meravigliosa.
pierrot
# pierrot 14-08-2013 13:59
Che bella. La luna alta e distante testimone e consolatrice. L'abisso luogo che accoglie ancora la furtiva incapacità di accogliersi nelle proprie bellezze.
Prospettive diverse, funzionali e ugualmente necessarie, sempre presenti in noi nella nostra superficie nel nostro profondo. Grazie come sempre

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