Di continuo lo zefiro più possente soffia

e a ciascuno sospiro, il piovasco soffoca

là, sul frammento in declino che, graffia

col suo lambir delle onde e l'aria, roca




E mentre il viale sfiorisce, egli s'accascia

consumato sulla panchina con voce fioca

e un rosario nelle mani colmo d'angoscia

che scherza con la vita e la morte invoca




Ho visto sfocare come un lume la sua foggia

il tutto appetitoso per un articolo di cronaca

diranno di averlo visto, con la faccia gonfia

là, fermo sulla spiaggia dove l'anima infoca

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Commenti  

nabrunindu
+1 # nabrunindu 03-11-2015 18:23
eh si, molto sensibile, bella poesia.

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