Camminando ho visto il parco.
Le altalene le dondolava il vento,
il bar vuoto. Non una risata.
E noi?
Noi che eravamo a non esistere,
a guardare in basso,
a definirci come un intruglio di dati.
Noi con le dita troppo occupate
per passarle fra i capelli di qualcuno.
Pazzo il pendolare che parla con la sua voce,
guardato con stupore dai silenziosi passeggeri.
Autocelebranti senza un sorriso fatto con la bocca,
aspettando la notifica e fissando il display.
Mi piace, non mi piace,
aspettando una dannata approvazione
buttata lì come un'occhiata fugace.
Troppi pianeti, ciascuno abitato
da una sola persona.
E il sistema? Con quel suo sole
di cui nessuno si è accorto.
 
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Sono entrato
dall’uscita d’emergenza di Equitalia
il tempo per capire di aver sbagliato
e mi sono ritrovato in mano un numerino
cazzo, mi sentivo osservato
soprattutto dagli occhi punitivi dell’usciere
ed io quasi a giustificarmi così esclamai:
“Son nuovo di queste democratiche beghe
cerchi almeno di scusarmi, in seguito ci proverò a non far danni”
Ma lui facendo finta di non sentire
s’infilò un dito in una narice scaccolandosi fino all’osso, alla radice;
chissà il poveretto quanti piagnistei ogni giorno ha da patire
non sarà certo la mia entrata “trionfale” a farlo impallidire.
Intanto mentre aspetto il mio turno diligente
una voce rimbomba dal vicino corridoio,
un alto dirigente vestito elegante
richiama l’attenzione in una sala traboccante
l’urlo si stampò sopra i vetri e le pareti
facendo tremar  la gente, me e gli impiegati;
capii in seguito che il funzionario par cercasse
un tizio che non ha mai pagato tasse
un riccone, così circolava voce
che chiedeva patteggiamento o quanto meno una rateizzazione.
Noi tutti nella stanza ci guardammo sbalorditi
chi teneva in mano qualche rata comunale non pagata
chi una multa dimenticata e il tempo l’ha lievitata
chi per dare da mangiare ai propri figli , non ha potuto il debito pagare.
Finalmente il Tizio “ricercato” si fa avanti con il suo avvocato
mentre da quest’altra parte un pensionato bisbiglia una parola all’impiegato
ma l’addetto allo sportello senza cuore e senza peli sulla lingua urla:
“che fa, paga o la pignoriamo?”
E’ stato  a quel punto che io sono uscito dall’Entrata principale
sfidando il muro umano e gli occhi atterriti dei presenti
promettendo a me stesso di  non mettere più piede
in quel  posto costruito da insane menti
per succhiare il sangue a chi il sangue l’ha investito nel futuro
chi l’ha impastato tra il cemento e i mattoni
per dare  una dignità alla propria vita.
Giuro che non metterò più piede in un posto di falsa democrazia
che aiuta i potenti e sotterra gli uomini già perdenti
e così che va il mondo, così vanno le cose in questa Patria mia.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Melma, le parole vaporose e sfumate
di quei signori  che
con la nostra umana appartenenza
si sporcano la bocca 
abbandonata all’intelligenza, di menti e corpi  incontrollabili
 
Scende, la scura pioggia di nuvole catramate
colme di fiati sprecati
che come nodi di cappio,  tolgono la vita
e quel che resta del nostro avuto 
 
Lampi di spari nell’oscurità dei giorni
lasciano corpi  sconosciuti
immobili su macerie
che furono sacrifici e pianti
soldi di sangue
che gonfieranno forzieri  inutili
segretamente nascosti
 
Melma, figlia d’invidie ed ori 
frutti degli alberi stupidi dell’ego e della vittoria

scivola tra le nostre mani scultoree e bianche
che mai riuscirono a fermare i danni
della nera ignoranza di alcuni
 
che dell’ esistere non si curarono
 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Che strano mondo, che strano mondo è questo mondo!
Un mondo che affonda le sue radici nell’immediato, nell’istante e nell’attimo;
un mondo che separa l’individuo dal cosmo, che enfatizza la divisione e la distanza reciproca;  
un mondo in cui tutti si rinchiudono nella loro cerchia, in cui tutti danno importanza solo a se stessi;
un mondo in cui regna l’utile rispetto al gratuito e l’individualismo rispetto alla solidarietà;
un mondo costituito da soli corpi, da sola materia e da solo egoismo;
che strano mondo è un mondo in cui sono gli oggetti a produrre i soggetti! 
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Profilo Autore: stella  

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L'autobus va e non si volta
Inesprimibile nella Rimembranza
il limio d'un vento statico col cuore in pace
Nella via appiattita ogni tomba insondabile



Ma in gioventù è così:
strano
rassegnarsi serenamente
scrollando la smania di stupide attese

Primavera dei gelsomini
penso a quella gioventù
come la pentola a pressione
che vuole esplodermi dentro



Penso
Risuona floscio fino a qui
un granello di meteora disintegrata
nel viaggio
consumata rotolando
senza smuovere il silenzio aleggiante
E' il botto sordo senza eco di Bouazizi
Penso

 

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Misi al balcone

Due gerani

Uno per l’oggi

l’altro per il domani

Ma uno dei due

Ad un tratto si arrese

Stando sulle sue

Bruciando le attese

E così anche l’altro

quello più ottimista

Si piegò dall’alto

Con aria già trista

Così va la vita

Che passa ogni giorno

Se muore già l’oggi

Il domani non avrà scampo

 

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Profilo Autore: tempo di poesia  

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Una mamma con il suo bambino 
nato solo da sei ore sono stati
trovati abbracciati in fondo al mare
senza nome senza patria senza un domani.
Li hanno identificati coi numeri 288 e 289.
Quante volte quella mamma 
ansiosa come tutte lo sono
avrà riflettuto sul viaggio 
che avrebbe dovuto garantire 
un futuro al bimbo che aspettava.
Ma il destino ha chiuso in una bara
lei il suo bimbo e il futuro che sognava.
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Profilo Autore: littleangie  

Questo autore ha pubblicato 41 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ama, universal umano,
e non essere la spina
ch'ogne dì punge sul cor
ma d'un sole che lo irradia
il raggio. Sii quel fior
che manco alle tempeste
più battenti, devastanti,
abbassa il capo e muore poi,
ma vive e dà l'aroma
ad altrui vita. Canta! 
Canta sua beltà e fragranza,
suoi colori e foglie,
suo petalo, sue spine,
e abbandona grigia tinta,
come fia, è, fu mia
onde trassi più che nero.
Canta! Canta veneride spirto! 
Figlio e Schiavo di passione,
Padrone e Servo del tuo cuore,
Re di sangue e Re di leggi
dell'imper nomato Vita! 
Canta e canta e canta
e dai penna alla pia speme,
e desiati risi, a gioia
infinita, assopita,
martoriata, incatenata
per capriccio naturale.
Vuole il nostro pianto! 
Del dio Solo, sì munì,
di colori e di paure,
li sguardi nostri e li anni,
e nel tranello l'uomo
d'amor carnale giace.
Poi li dì sanno di male.
Quando stimavi solo luce
giunge il vero più funesto.
Non è amore, vero amore! 
Ama! Io ti prego, ama! 
Ama, chè nell'ignoranza
stimo lieto chi vi vive,
e tu lo sei! Accetta i caldi
e amorosi sensi, lungi sì
dal tutto "vero vano" e vaga,
senza sosta, in bugiarde,
vuote, false illusioni.
L'Amor è'l vivificante
d'umano spirto affetto,
ma quan dell'ignorare,
'el fiore o caldo raggio
s'adorna "sine pudor".
Sta' lontano dall'esempio
che mutò li miei lamenti
di mia vita e mio perir.
Dell'odiar porrai li petto
lungi e l'audio da mugugni,
e fia mai li cor inetto
d'accostar morosi lagni.
 
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Profilo Autore: Alorian  

Questo autore ha pubblicato 13 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Lo stadio detonatore, 
le matricole brasate dei suoi proseliti. 
Hanno bandiere nere sotto apparenti colori, 
violenze senza luoghi in ogni luogo. 
Mille imperatori sugli spalti dell'arena 
e non conta più alcun gladiatore. 
Fra petardi e laser 
un arcobaleno della morte risplende nel temporale. 
Ogni maledetta domenica 
il lupo finito in ospedale non torna agnello, ma bambino.

 
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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 Sorride il bimbo
occhi limpidi e puri

lui non chiede
anche quando non ha niente

gli basta solo
l’amore della mamma

e lì in quegli occhi
limpidi e puri
l’essenza della vita

 
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Profilo Autore: Paola Pittalis  

Questo autore ha pubblicato 241 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Angeli,angeli perdono
per i sogni infranti
per i giochi interrotti
 
perdono angeli dal cuore
dilaniato dal sorriso
strappato
 
della non vergogna
d’immonde mani;
perdono innocenza violata
 
piango lacrime lenitrici
di tanto orrendo
scempio
 
Oh pianto coprente terra
matrigna
perdono
 
più fiore sboccerà
più usignolo canterà
il sole  sorgerà
malato
finchè l’oblio
regnerà
Oh angeli dall’innocente pianto
mondate questa  terra
scèvra di giuste carezze
 
di calde amorevoli braccia.
Oh angeli perdono
 
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Profilo Autore: silvana1  

Questo autore ha pubblicato 40 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

C'era una volta il sole
dove la gente
ora moriva.
Dolce musica Slava
suona lieve facendo sognare.
Nasce un grande amore
uno sguardo improvviso
un tenero bacio
il violino che parla,
 mentre in cielo il grigiore
 un rumore assordante.
boati di bombe
sulle strade deserte.
Là c’era un fiume
una volta incantato
ora rosso di sangue.
 Il sole è fuggito
solo polvere e fumo.
Un violino stonato
continua a suonare
un valzer viennese.
Lui la bacia, sparisce,
quando il cielo tuonava
un’ultima volta.
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

Questo autore ha pubblicato 723 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Con sporchi respiri
d'un demonio malvagio
son nutriti i deliri
del grande disagio
.
che in feroci menti
si insinua dannato
godendo i lamenti
di chi è bistrattato.
.
Con le lacrime spese
per mancato aiuto
le parole incomprese
di un film ripetuto
.
di orrore si tinge
ogni anima pura
il cerchio si stringe
su chi incute paura.
.
Di sangue vogliosi
sembrano mostri
ma i crudeli mocciosi
son figli nostri
 
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Profilo Autore: littleangie  

Questo autore ha pubblicato 41 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 
Sulla vecchia corriera
che insegue il tramonto
figli di una umanità disperata
viaggiano nella sera
verso nuovi orizzonti
verso un cielo sconosciuto.
Vanno a giocare l'ultima carta
e forse subiranno altri affronti.
.
Dignità e coraggio
non si sono smarriti
nell'estenuante viaggio
ma si sono nascosti
nel bruciore di lacrime
che rigano la pelle d'ebano
di quei volti che chiedono aiuto 
rassegnati e composti
 
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Profilo Autore: littleangie  

Questo autore ha pubblicato 41 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.




Polvere da sparo
ha annerito
piume e anime
di cuccioli di uomo.
.
Scia di sangue
ha arrossato
il fiume che rapisce
i cuori devastati
.
dei soldati bambini
bottino di guerra.
Lacrime senza patria.
Fiori senza terra.


 
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Profilo Autore: littleangie  

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