Perchè tifi una squadra diversa
da quella della tua città?
Perchè non sei Cristiano
e cattolico come tutti noi occidentali?
Perchè non porti tautaggi,
nè percing come tutti?
Perchè non hai l'ultima versione
dell'Ipad? Dello Smarphone?
"Perchè voglio scegliere io
cosa essere."
solo pe'r tocco mio leggiadro,
perché l'economia metto a socquadro?
Ce sò tanti modi pe' distribbuì la ricchezza,
c'è chi sta nell' aggiatezza
e chi vive nella schifezza.
L'atto mio è 'na prodezza,
un gesto eroico d'accortezza,
de riscombinè er ciclo der denaro
levanne 'n pò dar ricco avaro
e ridallo a chi nun cià riparo,
è quistione de ridiscute sto flusso
che va a finì sempre a chi sta nel lusso.
Così io pijo e nun busso,
si nun apri scasso,
nun c'è divieto d'accesso,
levà a chi troppo cià è 'no spasso,
er compito mio è risparpajà li milioni,
avè zero poracci, zero padroni.
poi che corpa ce n'ho
si pur'io sò poraccio
e quarcosa pe' mme me procaccio?
fuori e dentro le entità
fuori e dentro la religiosità
diventa tutto più brutto,
ognuno è per se
nessuno è tutti
e siamo distrutti
dal tutto per me,
egoismo e avarizia
ricchezza e furbizia
nessuna pietà
per l’altro di là,
che mondo futuro
ci aspetta domani
se neanche le mani
hanno palmo sicuro,
arrestano tutti a turno ogni giorno
banchieri impiegati ministri e signori
che il giorno passato avevan gli onori
di gente in ginocchio che stavano intorno
come cani da ferma ossequiosi e ammiranti
che portano borse a quei più faccia tosta
che ridono sempre a qualunque proposta
gli facciano i deboli molto ignoranti.
Che brutto momento che stiamo vivendo
Con niente valori e coscienza azzerata
Siam come le gocce di una cascata
Sospese e portate nel nulla cadendo.
leggendo i giornali di un giorno qualsiasi.
Se ti vengono a chiedere
cos'è normale, qual è la giusta via,
tu non rispondere, fai solo cenno di tutta la pazzia
che in questo mondo marcia lontano,
si espande alla velocità del suono.
Ma poi digli di fare un giro in città!
Chissà cosa accadrà, fra tutta quella gente
sporca nella mente che ha perso l'onestà,
che si è ormai corrotta e cerca un posto
dove vivere.
Se ti chiedono cos'è di fatto la libertà
tu rispondi che è una scatola
o una pubblicità per incitar
le folle nelle rivoluzioni a scuola,
una canzone strana,
un groppo sempre in gola
perché a volte nella storia
muore perfino il narratore
Cadendo lì!
Perché questa mia città è proprio
così, piena di grattacieli
e gente stanca e ferma
dietro i suoi miti unici.
Non c’è più senso!
Lo dice anche la TV,
Non c’è più senso negli uffici di Lassù,
Non c’è più senso –i giornali dicono-
Io concordo, già vivere è un miracolo!
Perché serve una rivoluzione di tutti gli ideali,
una nuova riflessione, di cambiare i nostri pensieri:
Tutti quei politici che si lamentano
inutilmente, una villa e una piscina
e poi gliene frega niente di tutta quella
gente che da sola per la strada va
ad alzare palmi e pugni credendo sia la libertà!
Ma svegliatevi ragazzi, non è proprio così,
dobbiamo appenderci alle statue
e migliorare questo posto qui
La nostra Città!
Non c’è più senso,
questo io penso: gli uomini hanno distrutto la Civiltà!
Con palchetti angusti nella nostra città.
Non c’è più senso e ognuno si rifiuta
di aprire la persiana e guardare chi lo saluta.
Alla fermata della metro ci vive un mio amico,
si chiama Mohamed e viene con un tir dal Pakistan;
intanto il nostro sindaco troppo bene lui sta
e ci invia la polizia per un blitz,
per mandarli via!
La gente intanto ha perso la ragione,
nella notte è diventata padrona e schiava
del capitale; nessuno si vuole bene,
è amico del denaro; perdono di vista
le persone,
si cercano un nuovo faro
e mentre tutto va come deve andare
io per purificarmi mi prostro ai salassi,
visto che è il male la nostra energia vitale!
Rivolo ogni notte si sente al sicuro, è il suo regno,
ma poi viene colpito da quel coltello freddo allo stomaco:
i problemi del giorno dopo: aprire la porta al postino
o al lattaio.
Come verrà giudicato dal farmacista per i medicinali
che prende? Forse farà un commentino,
già parlano i suoi occhi da assassino che gentilmente
lo salutano con un "Arrivederci".
E alla posta per pagare le bollette: cosa diranno
di tutto quel gas consumato, dell'acqua bevuta?
Cosa dirà il nuovo cassiere del supermercato
per quegli strani articoli?
Cosa diranno i clienti feroci dietro
che aspettano impazienti mentre uno molto lento fa il resto
a lui che deve infilare tutte quelle monetine
nel portafoglio? Ne hanno inventate troppe.
Scappa: il mondo lo vuole mangiare!
Lo divora per non essere divorato!
E' una palude stagnante di bisbigli,
chissà se i coccodrilli hanno già cenato.
Per Rivolo l'altro sesso è
un centro gravitazionale rosa
al centro di un altro centro.
La veste è troppo stretta,
la nudità è un colore letale
e l'area di dominio
è superata già da un pezzo.
quando in cerca dell’acqua, della pace o di un nuovo Dio
sarà il mare a seppellire la vostra incoscienza.
Quando la speranza sarà una scheggia
conficcata tra la gola e l’indifferenza
l’orizzonte sarà un filo sottile che spezzerà le vostre vite.
Quando si ribalterà il mondo
e sarete voi che striscerete come vermi in cerca di un pasto caldo
quel giorno prenderà forma dentro di voi la pietà, la grazia e la riconoscenza.
Adesso nel vortice del vostro egoismo
in un cuore malato da sempre
l’ago è una lancia che trafigge la vostra coscienza.
Adesso che qui vi bruciano il destino, il culo e il futuro
non vi accorgete che vi sta schiacciando il cielo
sputate odio e brucereste anche un amico.
Verrà il giorno che dal dolore bramerete amore
cercando di liberare l’anima della vostra prigione.
Ho visto un prete
luccicare davanti a una ragazza
ma non so se fosse più criminale lui
o la vita. Lui no di certo.
Voleva solo appartenere ad una ragazza
e non a Dio! Sì, lo capisco,
perché nemmeno io sono versato nella santità.
Oggi sedurremo Dio senza amarlo
solo per sfuggire all'Iraq...
Il Paradiso dettato a forza nella giovinezza
è solo un inferno senza amore,
chi è cieco e ateo di cieli non sprechi carnale bellezza
se non vuol morire nel dolore!
Io vedo solo un'insensata stola bianca
che d'un ragazzo mai morto
soffoca le biglie e il fervore.
Trastullando i canguri
Muore la gente
Senza giorni futuri,
Intascano quattrini
Intanto che bambini
O grandi licenziati
Come orsi disperati
Affrontano la fame.
Seguendo queste trame
Di pianto e di miseria,
Perché la cosa è seria,
Scriviamo almeno noi
Perché i canguri poi
Non saltino più in alto.
Vedo lupi urbani ai margini delle vie negre, feroci, in erezione, ubriachi.
Bestie feroci, incappucciate ingabbiate dai loro stracci scintillanti,
abusando di tutto, e di sé stessi di brutto.
Vino assassino / madonna / peccato
Tutto rilegato da pellicce candide e calici trasparenti.
Strazio
percepisco la festa dell’assurdo,
e me ne compiaccio.
Altro non sono che l’ennesimo ingranaggio.
Diversità precompressa
nelle strade, fra le idee, sulla pelle.
A noi l’occhio critico:
Questa giungla esistenziale barbara, animale : è falsa!
Quanto disonesti i nostri sorrisi marci scialacquati ogni giorno ad ogni moltitudine –immeritati-?
Quanto erranti i nostri discorsi sul dolce caro nulla,
che guardiamo a strapiombo negli occhi ogni secondo?
E la farsa si ravviva mentre sorrido consenziente,
e sorseggio stanco, acquavite stanca d’esser mia compagna,
di morte e di piagnistei.
E non ignoro logoro, che la realtà si palpa con gli occhi.
Siam al limite di una vita di vertigine
grattugiati e maciullati dalla più nera solitudine.
Va in briciole ogni mio sorriso
si spoglia di tracce passate
e senza peso sospeso sui respiri
vola via anche l’ultimo grido
I passi si muovono lenti
si smarriscono oltre la tristezza
là dove la speranza non ha parole
e la luce piano si spegne
Mi scuote solo il vento
lasciando un livido sul viso
mentre la paura
inganna la falsa armonia
che abita oltre la mia porta
E ingoio lacrime
da dietro una maschera
che più non mi appartiene
mentre si spengono le stelle
e m’involo oltre la porta
come una farfalla senza le ali
incontro al destino
qualcuno nel Divino ha minacciato
nell’Eden del Principio consacrato
inizio della vita e della fonte,
ma poi quel sudore nella storia
ha fatto devastanti iniquità
nel senso che ha diviso alla metà
le genti per quel poco di memoria
che ora stanno qui nel sacrificio
di essere sin qui disoccupati
o miseri oppure macellati
da tanta ipocrisia d’un Ufficio
che allora del sudore della guancia
si fa pericolosa la tornata
per dire che non sempre sembra fatta
la gioia del riempire la sua pancia
e intanto con la fame tanta gente
convive ogni giorno nel sudore
di vivere nel buio e nel dolore
col poco o tristemente con il niente.
S’ammentat d’esser fiza ‘e su peccadu
E pensat chi su peus siat passadu
Mancari chi s’avanzed’in edade
Abbarrad’a su male ereditadu
Dai poveru Cainu chi su frade
Hat mortu sena dolu ne piedade
In d’unu paradisu immaculadu.
Ancora sa feroze malasorte
La faghet de bibetica padrona
Ancora semus anghelos de morte
Chi damus a su male sa corona
In nottes chi su bentu sulat forte
Intradu a tribulare s’ora ona.
traduzione
Ogni tanto l’umanità
Ogni tanto l’oscura umanità
Si ricorda d’esser figlia del peccato
E pensa che il peggio sia passato
Anche con l’età che avanza.
Ritorna al male ereditato
Dal povero Caino che il fratello
Ha ucciso senza pietà
In un Paradiso immacolato.
Ancora la feroce malasorte
La fa da bisbetica padrona
Ancora siamo angeli della morte
Che offriamo al male la corona
In notti dove il vento soffia forte
Entrato a devastare l’ora buona.
partecipa ad un concorso in lingua, e siccome l'ho già spedita posso pubblicarla.
dedicata a quella mamma e ai suoi due figli,
L’anima ascolta
ciò che la mente non sente.
L’anima è vigile
mentre la mente nuotando tra i dubbi
fruga nell’Io e dentro l’Io
fuori dalle logiche
spesso spettatrice incolore.
L’anima inquieta intinta di luce
ora cala il sipario
nero e vuoto sulla silenziosa platea
e la ragione si perde
mentre il disagio avanza
e nel bisbiglio delle voci dentro
minacciosa si libra
… ascolta
ma la mente non sente.
Oggi sono fredde spade di luce
i raggi del sole, si riempie la piazza
di parole sensate che cadranno
poi in sbuffi e nel vuoto.
I poliziotti hanno pestato un populista
dietro l'angolo del quartiere,
la scia rossa nel rosso generale,
sono di bianco cotone i nostri saggi piombi
e senza sorreggersi a nuove e indipendenti travi
la mia generazione invoca il '68.
Stasera sarà freddo, scoppietta come un fuoco
il disco in vinile.
Sogniamo soltanto
girando attorno ad una confusa rivoluzione
ed il brusio continua.





