Altezze alpine, che cosa nasconde
nelle forre e tra gli abeti il favonio
che propaga risonanze profonde,
fra baluginii di calcedonio?
Il tempo non propaga e non palesa
la tua voce affranta e segreta,
non traversa il cielo; eppure è tesa
a quei misteri l’anima inquieta.
E invano interpelliamo gli istanti
qui intessuti, perché sanno e celano
al mormorio delle tue volute.
Sei il forziere di mondi infranti,
l’oracolo delfico ove si velano
le parole espresse e quelle taciute.
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