Ho sempre pensato

che dovrebbero farsi una vita

anche i violinisti che fanno da sottofondo

alle storie d'amore dei ricchi.

 

O si vantano del loro mestiere in un angolo dello schermo

o cercano d'imparare qualcosa

perché non sono così esperti come lascia credere la loro musica.

 

Non sanno fare altro

che musicare mentre una nave affonda.

Loro si rassegnano sempre al degenerare delle situazioni,

si limitano ad accompagnarle per questa sala lussuosa

mostrando cordialmente alle tragedie ogni scompartimento.

 

Per questo ho sempre odiato i musicisti.

Li trovi invitati ai party con lo smoking e nessuno bada a loro

mentre qualcuno intrattiene qualcuno per interessi,

una coppia balla e i camerieri trucidano le tartine con lo sguardo.

 

Tutto quel blues sembra un piangersi addosso

come per quegli scapoli della Louisiana.

Struggono accordi melanconici come caramelle

quando l'esattore porta loro via la casa

e a quel punto non so chi sia il più ridicolo.

 

Ad ogni modo stasera mi avrebbe fatto comodo

un'orchestra mentre tornavo a piedi dalla città.

Mi avrebbe fatto comodo

una melodia a guardarmi le spalle.

 

Almeno non mi sarei sentito nudo.

 

Ma alla fine non mi serve

che uno strumento accompagni la mia strada.

Li lascio suonare al piano bar da qualche parte in quel panorama,

o a interpretare Chopin a qualche sagra o comunione

o a racimolare monetine sul ponte col fantasma di Mozart.

 

Non hanno mai scritto o composto qualcosa di proprio

solo perché non si credevano all'altezza.

Hanno sempre leccato il culo a quei fantasmi

autoconvincendosi di sentirsi comunque appagati

mentre le mogli non dovevano neanche farlo di nascosto.

 

Non hanno mai suonato qualcosa di nuovo e autentico.

Per questo li ho sempre odiati.

 

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

nabrunindu
+1 # nabrunindu 03-07-2014 18:05
stelle di incoraggiamento, originalissima e inquietante, piacevole da leggere, io suono la chitarra e canto in un coro,odio i party "seri" e lo smoking..... perciò!!!!!!bravissi mo.

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