“Ero su un molo, forse ci sono anche adesso,
non so che molo, non so in che tempo.
Sono a Celle, quando vidi Alessandra
mentre un pescatore gettava la pastura,
forse sono con Carlotta a parlare di ideali,
oppure a Boccadasse con Beatrice,
oppure il molo, le persone, Celle, Boccadasse
e la mia stessa persona,
sfilano semplicemente nel sogno di qualcun altro
o nel mio….
Fumavo, aspiro il fumo denso e lo sputo via
liberando l’anima.
Fumo e guardo l’acqua, come tante volte feci,
come sempre faro`.
Ieri è piovuto, forse piove ancora,
la sabbia è scura e compatta,
non più balneanti, non più ombrelloni,
qualche gabbiano e qualche coppia,
una promessa o una speranza finita ?
Una leggera fitta al cuore mi ricorda che sono vivo,
una fitta che si smarrisce subito
nel treno dei ricordi,
ricordi che ingerisco con una boccata di fumo
e che danzano come fuochi fatui
in questa terra di nessuno.
Ricordi di un tempo che fu, che è o che sarà.
Guardo le punte dei miei stivali, alzo gli occhi,
sento uno sbattere di tacchi,
un’ombra viene verso di me.
Mi è familiare, si siede accanto, sembra non vedermi,
è pensierosa, tira fuori un pacchetto di Gauloises
e si accende una sigaretta.
…..Fumava, aspira il fumo denso e lo sputa via
liberando l’anima…..”

Commenti
PS: conosco Celle, se ti riferisci a Celle Ligure, e da sempre fumo Gauloises .... mi è piaciuta questa combinazione ....
L'unico mio dubbio è quel "treno dei ricordi" espressione già sentita e che non mi esalta. Personalmente avrei chiuso l'immagine scrivendo: "una fitta che si smaltisce subito ingerendo ricordi con una boccata di fumo in questa terra di nessuno!