Eccole lì, le iene dello schermo,
a dissezionare il morto in diretta:
-Fu Santo, fu Politico, fu Uomo-
mentre il lutto diventa sceneggiatura,
pianto a soggetto, lacrime in catalogo.
E i fedeli, branco di passaggio,
si fermano a selfie col cordoglio:
-Che commozione, che storia, che evento-
mentre il corpo sfuma in un flambé di ore
di talk show, approfonditi, like.
Io, che non prego, guardo solo
l’ultimo rantolo di un vecchio:
un sarto di parabole, un uomo solo,
schiacciato sotto quel gigantesco
specchio d’oro che chiamano Croce.
Nessun cielo si apre, nessun angelo
scende a prenderti, Francesco.
Solo le dita sudicie di scirocco, tiepido, e il lavoro
dei giornali che ti fanno a pezzi,
carne da prima pagina, mito da edicola.
Il potere, che ti vestiva d’ermellino,
ora ti spoglia di titoli con titoli.
Muoiono i papi, ma non la loro
farsa: sempre gli stessi uscieri
pronti ad aprire steccate ai porci.
Muoiono i papi, e resta il vuoto
d’un’urna su Wikipedia,
mentre i poveri, quelli veri, senza foto,
aspettano in fila
alla mensa una scodella di miracolo.
Dov’era il tuo dio, Francesco?
Nelle alcove dei palazzi vaticani,
o nei vicoli dove lo stesso
sangue scorreva senza nemmeno
un povero cristo da mandare in onda?
Ora tacciono le tastiere degli studios,
si spegne l’ultimo speciale.
Domani un altro santo, altri codici,
altre processioni a reti unificate.
La morte è trending topic.
E tu, cenere tra le ceneri,
senza triregno né pastorale,
dormi almeno lontano dai leoni
di questo circo già senza bestie.
a dissezionare il morto in diretta:
-Fu Santo, fu Politico, fu Uomo-
mentre il lutto diventa sceneggiatura,
pianto a soggetto, lacrime in catalogo.
E i fedeli, branco di passaggio,
si fermano a selfie col cordoglio:
-Che commozione, che storia, che evento-
mentre il corpo sfuma in un flambé di ore
di talk show, approfonditi, like.
Io, che non prego, guardo solo
l’ultimo rantolo di un vecchio:
un sarto di parabole, un uomo solo,
schiacciato sotto quel gigantesco
specchio d’oro che chiamano Croce.
Nessun cielo si apre, nessun angelo
scende a prenderti, Francesco.
Solo le dita sudicie di scirocco, tiepido, e il lavoro
dei giornali che ti fanno a pezzi,
carne da prima pagina, mito da edicola.
Il potere, che ti vestiva d’ermellino,
ora ti spoglia di titoli con titoli.
Muoiono i papi, ma non la loro
farsa: sempre gli stessi uscieri
pronti ad aprire steccate ai porci.
Muoiono i papi, e resta il vuoto
d’un’urna su Wikipedia,
mentre i poveri, quelli veri, senza foto,
aspettano in fila
alla mensa una scodella di miracolo.
Dov’era il tuo dio, Francesco?
Nelle alcove dei palazzi vaticani,
o nei vicoli dove lo stesso
sangue scorreva senza nemmeno
un povero cristo da mandare in onda?
Ora tacciono le tastiere degli studios,
si spegne l’ultimo speciale.
Domani un altro santo, altri codici,
altre processioni a reti unificate.
La morte è trending topic.
E tu, cenere tra le ceneri,
senza triregno né pastorale,
dormi almeno lontano dai leoni
di questo circo già senza bestie.
