Terzine di settenari a rime incatenate.


 

Chissà se ti ricordi
d'un tuo sfigato amico
del mondo vivo ai bordi

che già in un tempo antico
rimase fulminato
(lui semplice lombrico)

dal tuo sguardo fatato,
dal tuo dolce sorriso
che il cuore m’ha stregato.

Chissà se un qualche avviso
di questa mia passione
sia giunto mai e irriso

poi dalla tua ragione…
tu che m’appari dea,
fantastica visione

che mi lascia in apnea
col cervello confuso
che sogni in fretta crea

tenendo il becco chiuso
per consapevolezza
che rimarrei deluso…

non sono alla tua altezza.


08/05/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Commenti  

Sisifo Gioioso
+1 # Sisifo Gioioso 12-05-2025 21:33
Non ti smentisci, sei un vero virtuoso del verso ma soprattutto della rima. Le rime incatenate non sono facili. In settenari, ancora meno. Si crea un ritmo serrato piacevole e incalzante.
ioffa
# ioffa 12-05-2025 22:31
Addirittura v.v.v.! "vero virtuoso del verso"! Ma no, è che mi piace da sempre leggere poesie scritte bene, composte correttamente dal punto di vista logico e sintattico e possibilmente strutturate in una forma poetica determinata, anche non complessa ma netta, non semplici parole "in libertà" e nel mio piccolo quando scrivo provo a farlo seguendo gli schemi che mi piace leggere; un po' perché li trovo armoniosi, ritmati, interessanti, molto perché provare a farlo mi diverte. Pian pianino ci si riesce, almeno in questo riusciamo ad ottenere risultati enormemente migliori delle A.I., almeno per ora che quando vengono "impostate" per scrivere in endecasillabi son capaci di tirarti fuori roba tipo "Si agita il clima, ma il cielo minaccia," ed il cliente che ha commissionato il lavoro "pagando" per endecasillabi, proprio non si accorge che agita è sdrucciola e non può fare sinalefe con il monosillabo che la precede e quindi il verso risulta dodecasillabo, alla facciaccia attonita di ChatGPT (che poi basterebbe modificare banalmente in "S'agita il clima, ma il cielo minaccia," con una semplice elisione). Del resto, sia che lo si prenda come passatempo divertente, sia che lo si viva come valvola di sfogo, comporre dedicando qualche minuto in più nella rifinitura di ogni verso offre un'ulteriore soddisfazione a quella di aver tirato fuori un pensiero che si vuol comunicare. Poi l'appetito vien mangiando e quando si acquisisce dimestichezza con le rime su versi lunghi come gli endecasillabi e simili, si prova a gestirle anche in versi più brevi dove è più difficile ma il risultato è poi ancora più accattivante e divertente, tipo i settenari o i mitici ottonari da filastrocche che se rimate perfettamente o anche solo in assonanze e consonanze ma appunto a successioni veloci si fissano meglio in chi li va a leggere e si lasciano scorrere con più leggerezza anche quando affronti temi pesanti. Ma io "virtuoso del verso"… da che pulpito! Ci divertiamo, ci riusciamo, lo facciamo.

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