Non sei solo volto, né carne, né sogno,
sei respiro che passa tra le parole,
eco che chiama la mia voce muta
a farsi canto.
Ti porto negli occhi come si porta
un nome sacro, mai pronunciato.
Sei fuoco che purifica la cenere
e luce viva che illumina ogni pensiero.
Quando t’allontani,
le frasi si disfano come neve sull’acqua,
le stelle si spengono per mancanza di parola
e la mia mano resta sospesa
sopra il foglio bianco del silenzio.
Tu sei la scintilla che crea il verbo,
la ferita da cui nasce il verso,
la pace che non cerco per paura
di smettere d’amarti.

Commenti
Buon prosieguo di giornata.
Caterina