Ricorrenti incubi affliggono questo mio presente di una tangente tristezza
fra singhiozzi e risvegli affannati.
Il plauso di quattro amici non giustifica le profonde e radicate stranezze
che ben si sposano con questa infelice alienazione.
I tempi dell’incoerenza sono finiti, così come i tempi della spensieratezza,
rimangono conti da chiudere, somme da tirare e fallimenti da dimenticare
strade da ripercorrere
strade da ripercorrere
Rimangono incubi da vincere cocci da raccogliere e aspirazioni da ritrovare
strade da ripercorrere
strade da ripercorrere
Rimangono abitudini da spezzare debolezze da abbattere e amicizie da ricomporre,
vecchi fantasmi che popolano di illusioni una dimensione infetta.
Come una ferita aperta si cicatrizza con una miscela di tempo e ossigeno,
così io ripercorro le tappe di una guerra che mi ha lasciato solo col mio dolore,
aspettando che il tempo e l’aria pura mi riconsegnino alla falsità del mondo,
imbattibile ormai nel ciclo delle esperienze.

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