Di ricordi bagnati
hai riempito fagotti
che curvano asta e schiena
al portatore.
Hai diviso scrupolosamente
il sapore dei momenti
ordinando la tempesta,
ordinando tutto quel sudore.
Le emozioni le hai suddivise
seguendone la scia,
seguendone l'odore di bagnato
in base alla voglia che lo generava.
Il diario che nascondevi
è colmo di pagine secche
dove l'inchiostro si comporta come il sentimento
un po' testo, un po' contesto.
Quelle pagine non ancora asciutte
aspettano solo le tue labbra,
la tua firma, il tuo "ben venute".
Le altre si limitano ad attendere
che tu scelga il come bagnarle,
se di sesso, di pioggia o di rimorso.
Ti sei persa la tempesta,
ma hai strappato abiti e pelle
per non perdere una sola goccia
del prossimo temporale.

Commenti