Mi sento un Dio, un uomo corretto
così mi sembra, non vorrei mai
superare gli Dei eppure,
un Dio mi sento di fronte a Voi.
Son loro che vi siedono accanto
e Voi, con audacia irretite di allegri sospiri
così soavi al mio orecchio, m'incupisco.
Ogni qualvolta io Vi scorgo perdo la lingua,
eppur il cuore pulsa e divampa il sangue mio
che scorre come un fiume in piena
per arrivar alla mia punta che
s'asciuga e tace, tace e ascolta.
Ascolta il voler morire mio
per questa follia d'amor.

Commenti
E mentre il sangue tuo dopo aver urlato, alla punta giunto tace,la poesia tua continua ad urlare nell'aere che chi legge circonda...So sempre follie!
Sei sulla strada buona...riguardo al tuo commento alla poesia
Buona giornata!
Un caro saluto.
Sei molto profonda, Ambra. Ciao...
(ed io non sono) dicevo che peccando di presunzione ho composto una brutta coppia, la mia, di Catullo (II fr. 31V di Saffo).
Comunque il risultato mi piace...mi garba anzi direi che quasi l'amo
Ti ringrazio per la tua attenzione...e buona poesia..