i girasoli guardano al tramonto e i mangiatori
di patate sono al verde. C’è la fatica nei campi
di grano e il turbinio delle onde nel cielo notturno
la casa è gialla e identica è la stanza nel giorno
del litigio. Le stelle si specchiano nell’acqua, lampi
di bellezza eterna, i tavoli dei caffè sono fuori
nella notte di Parigi, nulla però è sopravvissuto.
La luce è tutto, ora sospesa, spesso abbagliante
è l’anima che si specchia nella natura e la guarda
nel profondo. Gli innamorati si tengono per mano
ma sono lo sfondo, l’amore non è centro del mondo
è uno schizzo rubato al tempo. C’è un perché e un quando
è l’istante a stampare la scena, chi è folle e chi è sano
la quotidianità può essere genio, se s’attarda
se aspetta che il sole sorga e che sia potente la lente.
Molti non capiscono, perché non è ancora il momento
o perché c’è uno schema da rispettare. I canoni
della bellezza e quelli del denaro, tutte sciocchezze
che diventano pregiudizio. Quando cambia la scena
è tutto più chiaro, il motore non è in folle e la catena
è spezzata. Non c’è una data scritta tra le brezze
dell’esistenza, le foglie volteggiano e i costoni
delle montagne restano. Tutto il resto è talento.
della nascente primavera,
nella promessa dello sbocciare
di una nuova fresca poesia
tu, fragile fiore di Marzo
dentro il seme del dolore
ma nella fertile terra dell'estro
tu, fragile fiore di Marzo
a caccia del sole fulgente
un lampo d'oro tra le ombre
della tua mente...
Liriche come petali di carta
o, talvolta, steli spinati di rosa
perchè l'arte è splendore immenso
ma anche totale buio, grido...
Fragile fiore di Marzo
in balìa del vento ancora pungente
eppure non appassirai
le parole dei poeti non invecchiano
e mai possono morire
possono solo addormentarsi
nello scuro sottosuolo
per resistere all'inverno
e poi rinascere sempre
teneri, fragili fiori di Marzo
Accòccolati in me, chè
tutto il resto non mi svegli,
abitami, ora o per sempre.
Respira dentro al mio respiro,
ammansiscimi le rabbie e
disperdi questi pensieri furibondi,
che siano carta d'aquilone
nell'abbraccio del vento.
Regalami riposo, una tregua,
intiepidisci il freddo,
snoda quest’angoscia.
Cerco carezza per le mie ombre,
lasciale impallidire.
Accoglimi!... Rinchiudimi in te!...
Dormi con me e imprigionami
stringimi forte e resta con me...
in ogni istante vorrei
del mio tempo
l’aria che respiro
innaffi la luce del cuore
scaldi anche il gelo
che spegne il calore
mentre spigoloso
appare il soffio del vento.
Solitudine
sguardo triste sofferenza
assenza
fra luci che più non s'accendono
il tempo si è trasformato
giorni sono divenuti millenni
anni secoli
e i millenni ancora giorni.
Presenza infinita
ti percepisco
il tempo non diminuisce l'amore
e il dolore si fa sempre più preghiera.
Le prime gemme, i primi fiori coloravano i giardini …
L’aria frizzante accarezzava il viso,
la natura rinasceva a nuova vita dopo il riposo dell’inverno,
quella vita che invece tu stavi abbandonando
Seguì l’estate, il sole scaldava la pelle
i giorni scorrevano pigri, nella calura appiccicosa
viva la mancanza di qualcosa, il mondo pareva diverso
vuoto, silenzioso sebbene risate di bambini si udivano nel vento …
L’orologio batteva le ore velocemente
le foglie ingiallivano, nubi solcavano il cielo
l’aria rinfrescava sempre più
la stagione del sole si apprestava al riposo
lasciando il trono al dolce autunno
L’autunno coi suoi colori rossastri, ramati
profumo di mosto per le colline tue amate
dove ora riposi, dove tornare volevi,
ma non così non in questo modo ….
Ed ecco l’inverno, avvolgeva di freddo il tutto
un freddo che sentivo dentro nelle ossa e nel cuore
Come è ingannevole il tempo,
il ciclo delle stagioni è perpetuo, la primavera sta tornando,
esattamente un anno dopo ….
Il primo anno senza te, senza i tuoi occhi da guardare,
le tue mani da accarezzare ed il tuo sorriso bello da far male,
proseguo la mia vita grazie al tuo amore, al nostro amore
che vive tutte le stagioni ed oltre ...
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Dedico questa poesia al mio amato Enrico che è volato in cielo un anno fa .... Ti amo !!!!
Intorno la natura grida Vita!
Fiori, verde, cinguetii.
Sette anni fa una nuova vita ha arricchito la nostra;
Una vita dolce al punto da rubare carezze;
Bella da attirare ogni sguardo;
Forte e gentile che ottiene redendoti felice.
Vita è ciò che grida la natura in questa primavera;
Grazie è quello che sussurro pensando al tuo compleanno
Auguri mia piccola Ari.
In volo nella torre chioma bionda al vento
e il vento trasparente che avvolge il corpo
le gambe non servono nel cielo dell’alba
è Carnevale a Venezia e il drappo rosso
che fascia i fianchi, donna, è sensualità.
I due lati della medaglia, l’etereo
e il carnale nello stesso universo poetico
il nudo e la maternità con l’angelo amico
a mani giunte a pregare il suo dio
poi donna vestita d’oro nella dualità
perenne tra i versanti del paradosso
donna farfalla in cerca di fiaba
e che trova l’amore come in un lampo
d’eternità nel clown dal volto spento.
E’ la fantasia che tutto capovolge
il mare come cielo e il tempo mischiato
passato e presente nella stessa tela
e il futuro a indicare la via sicura
l’immaginazione al potere e la mente
che tutto collega e l’anima che l’ispira.
Le carte sul tavolo e quelle sul pavimento
i cavalli sullo sfondo, non c’è tormento
è tutto ricombinato dalla sfera
amica, in una irrealtà avvolgente.
Marionette guidate da mani senza paura
la donna contesa giudice che consola
lo sconfitto, qualcosa ci sarà stato
ma è già finito l’amore che tutto travolge.

slega la mente tepore dai gelidi pensieri,
nell’aria distendo il cuore
porgendoti la mano.
Non ho parole, il respiro mi tradisce,
devasta la malinconia,
tu sei lontana, indimenticabile sorella,
e io, più non sono.
Salgo veloce le scale, avanza di te il silenzio
innalzo lo sguardo, sorridi e mi parli
“Cerca la Pace, abito nella Luce,
dove tutto è gioia, e Grazia senza fine”.
Clamori lontani
giungono agli orecchi come leggeri rimbombi
chiara notte di stelle senza luna
illudete un anima muta
nel vostro luccichio continuo.
occhi velati vi guardano
seguendo
alcune scie lontane.
sepolto nel cuore il ritmico canto
battito di vita perpetuo.
non traspare emozione né preludi d'amore
ma solo cantici che neppure melodie antiche ricordano.i
il petto si solleva in un respiro appena accennato
e tutto torna silenzioso.
sospeso tra un soffio e un sospiro
e il velato sorriso di un amico
che resta al tuo fianco.
non si accucciano al fischio di un richiamo.
Come si fa ad imbrigliarti, Donna,
entro barlumi evocati dalle mani
che accendono i rossori della luna ?
Madre- sorella-figlia- amica- amante :
tanti riflessi affiorano la forza
di un solo faro, che tutti li contiene
senza riquadri al netto della tela.
Anima sola, testarda, complicata,
nutrice e femmina che intriga
e ti ingarbuglia, ma poi prepara, dolce,
l' alleanza dentro ad un grembo.
Acrobata dall'alto del trapezio,
dentro al profumo di un battito gigante
volteggi libertà, che fiera soffia
sui circhi logorroici del mondo.
Col cuore, che è presente anche
a distanza, la vita afferri:
polla sorgiva d'un eterno andare
che svolazza calore di orizzonti.
Un passo sempre avanti, Donna. Sempre.
Sei fluido che scorre dentro ai sassi,
tenace ramo che si piega a terra.
Della frana, deforme, porti i segni.
E non ti spezzi. Forte. Non ti spezzi.
so già di te e dei tuoi inganni, muta
è la lingua, gli anni trascorsi a cercarti
all’indirizzo sbagliato, capirò che amarti
non è stata una sorpresa, sei la stessa
di sempre, una variazione della farsa
in tre atti di vite in parallelo in mondi
contigui, bui gli angoli, grigi gli sfondi
i tondi e i quadrati della memoria perenne
e le parentesi aperte tra le pieghe di gonne
trasparenti. E ti dico, ora che sei caduta
del tempo che mi ha attraversato, della seta
che sei stata per un giorno e del resto
che non ho capito, se sono stato onesto
se non mi sono tradito, se nelle pieghe
del buio ho scorto la forza delle dighe
è perché ti avevo già vista in azione
così uguale alle altre, girata di spalle
a ordire trame dietro il riparo di folle
plaudenti. Qualcosa eppure è rimasto
un suono attutito, un'eco sottile al posto
della radiazione di fondo dell’anima
spenta. E se sei stata il passato del futuro
abortito sul nascere, il ricordo venturo
di ciò che non è successo, non crucciarti
leggimi, scrivimi e cercami tra le tue parti.










