Stella tra gli angeli Assunta,
in anima e corpo,
frutto del tua opera.
Spettatrice sapiente del tuo cammino,
Senza una parola, materna ombra,
silente donna, ti segue e t’ammira.
Madre che in cuor serba
i tuoi mille pensieri,
vive nella tua libertà, respira la missione
che il Padre t’ha affidato.
La Parola Ella ascolta, riflette, medita,
di Te si nutre tra fede e amore,
ed elargisce in dono la tua essenza,
a quanti invocano aiuto.
Madre di un tesoro
che tutto per Se non tiene,
Donna di forti gesti,
Ella la prima salvata,
ti dona, quale farmaco efficace
contro i mali dello spirito.
Maria Donna forte nel servire,
Serva per amore,
Tu la sua forza, pur oggi,
che dall’alto ti guarda andare,
è la festa per te,
si prostra in preghiera,
queste le sue parole:
“Grandi cose ha fatto in me
l’Onnipotente”.
La scruti, gioco di sguardi,
intesa d’amore,
sicuro poi, per le strade
che portano al Padre, Tu vai.


4 commenti
Adoro i tuoi sorrisi saggi,
da dietro i tuoi occhiali da vista;
le tue frasi di circostanza sempre azzeccate,
mai fuori luogo.
Mi piace come prendi ogni cosa che la vita ti presenta,
non come qualcosa di dovuto, oppure di inaspettato;
ma semplicemente come un dono.
Sorridi in modo gentile e beffardo al mondo che ti circonda,
ma sempre senza rancore;
ed anche quando sei stanca,
resti sempre affamata di vita.
Il tuo aspetto è lo stesso, da sempre;
e la tua intima essenza è cangiante,
ma solo nelle sfumature:
perché piaci al tempo
ed esso ti carezza in modo delicatissimo.
Sei la cosa più vera che somigli ad una leggenda;
qualcosa di arcano e di fatato,
devi venire per forza dal mondo dei sogni,
altrimenti come spiegare tutto ciò?
Sei perfetta come sei:
sei la mia Fata-Strega.
Fratello mio, ti rivedo di nuovo
Qui, sul quel marciapiede
Ove mi salutasti ultima volta
Con gli occhi pieni di progetti vuoti
Di malizia e di pene,
Con l'anima volante, la voce rotta
D'emozione che raggiavi
E imitavi il sole,
Donando l'ultimo abbraccio fraterno.
Ed ora ci sei come allora
E non so che delirio
Felice mi riempie il cuore;
Non sei cambiato molto, il tuo sorriso
Mi rassicura sempre,
Le tue parole in cerca del consenso,
Il tuo rifugio tra le mie azioni.
Ti sostieni ancora
E chiedi ancora la mano.
Non ricordi però cosa dicesti
Qui, seduti su questo marciapiede;
Lo so, ne è passato già di tempo.
Ti vedo felice ora,
Hai trovato la giusta celestiale strada,
La soddisfazione
E mi ricordi il fantolino che eri
Quando scherzi di nuovo.
Hai seguito il mio aiuto: segui il cuore,
Viaggia oltre i vetri capziosi,
Oltre la terra adusta.
Seduto, sembra di tornare lì
Quand'eravamo bambini,
La stessa aria, la musica del mare,
Oltre i palazzi, i cuori che s'allumano.
Così mi lasci di nuovo, salendo
La scaletta di luce
D'una volta, e rifiuti la mia mano.
Qui, sul quel marciapiede
Ove mi salutasti ultima volta
Con gli occhi pieni di progetti vuoti
Di malizia e di pene,
Con l'anima volante, la voce rotta
D'emozione che raggiavi
E imitavi il sole,
Donando l'ultimo abbraccio fraterno.
Ed ora ci sei come allora
E non so che delirio
Felice mi riempie il cuore;
Non sei cambiato molto, il tuo sorriso
Mi rassicura sempre,
Le tue parole in cerca del consenso,
Il tuo rifugio tra le mie azioni.
Ti sostieni ancora
E chiedi ancora la mano.
Non ricordi però cosa dicesti
Qui, seduti su questo marciapiede;
Lo so, ne è passato già di tempo.
Ti vedo felice ora,
Hai trovato la giusta celestiale strada,
La soddisfazione
E mi ricordi il fantolino che eri
Quando scherzi di nuovo.
Hai seguito il mio aiuto: segui il cuore,
Viaggia oltre i vetri capziosi,
Oltre la terra adusta.
Seduto, sembra di tornare lì
Quand'eravamo bambini,
La stessa aria, la musica del mare,
Oltre i palazzi, i cuori che s'allumano.
Così mi lasci di nuovo, salendo
La scaletta di luce
D'una volta, e rifiuti la mia mano.
Perché no? L’eco del tuo nome
qualche secondo appena per la scelta
giusta, gennaio col suo rigido gelo
e quel sorriso che non conoscevo
ancora. Poi la tua voce perfetta
a scandire la giornata, il mattino
del nuovo anno e la notte
che richiama le ombre del passato.
Le foto a chiudere il cerchio
dello scambio di fiati, il primo stadio
del viaggio dentro di noi. Il quadrato
delle parole, di quelle interrotte
dal dolore e poi quelle di Aladino
cascate d’acqua benedetta.
L’incontro sul lago - il medio evo
è finito- la matematica nel cielo
dei versi, quel giorno ti ho accolta
candela spenta che diventa lume.
Io e Te,
involontariamente complementari
artisti che muovendosi creano giochi d’ombra,
sul sottile filo che divide la realtà dal sogno.
Siamo gli ipotetici estremi dello stesso lato;
increspature su uno specchio d’acqua,
telepati ciechi ed affamati di emozioni piacevoli.
Siamo fatti di languidi sospiri,
frasi arcaiche e profonde,
giochi di sguardi ed involontarie carezze.
Alimentati da desiderio e passione
creiamo turbini di stupore
quando proviamo a spiegare al resto del mondo
il nostro funzionamento,
con la nostra iper-logica,
che supera l’istinto predatorio in perfezione.
Ed i nostri motori emozionali ruggiscono
nello sforzo di muovere le sensazioni
sospese nell’abisso emozionale.
involontariamente complementari
artisti che muovendosi creano giochi d’ombra,
sul sottile filo che divide la realtà dal sogno.
Siamo gli ipotetici estremi dello stesso lato;
increspature su uno specchio d’acqua,
telepati ciechi ed affamati di emozioni piacevoli.
Siamo fatti di languidi sospiri,
frasi arcaiche e profonde,
giochi di sguardi ed involontarie carezze.
Alimentati da desiderio e passione
creiamo turbini di stupore
quando proviamo a spiegare al resto del mondo
il nostro funzionamento,
con la nostra iper-logica,
che supera l’istinto predatorio in perfezione.
Ed i nostri motori emozionali ruggiscono
nello sforzo di muovere le sensazioni
sospese nell’abisso emozionale.
Dio ti aveva dato bellezza
non tralasciando il vigore.
Intrepido, vincente
-sfrecciando al vento-
sogni aurei cullavi
nei fulgidi giorni.
Anche l'amore
volle starti vicino,
a nutrirsi di vento
e di fuoco, raccolto
sull'asfalto straziato.
La musica anch'essa
correva al tuo lato
Poi maliarda ti prese,
riempì ogni tuo spazio.
Il ritmo batteva
dall'orecchio al cuore
e dal cuore agli occhi.
Maledetti! Si fecero rapire.
Uno STOP non visto.
Alla tua luce fu dato tramonto.
non tralasciando il vigore.
Intrepido, vincente
-sfrecciando al vento-
sogni aurei cullavi
nei fulgidi giorni.
Anche l'amore
volle starti vicino,
a nutrirsi di vento
e di fuoco, raccolto
sull'asfalto straziato.
La musica anch'essa
correva al tuo lato
Poi maliarda ti prese,
riempì ogni tuo spazio.
Il ritmo batteva
dall'orecchio al cuore
e dal cuore agli occhi.
Maledetti! Si fecero rapire.
Uno STOP non visto.
Alla tua luce fu dato tramonto.
Ciò che anima la tavola
evoca casa mia.
La tovaglia di pizzo ricamata
conserva ancora le pieghe del cassetto canforato,
i piatti bianchi rifiniti d’oro (in buono stato
fumano cose strane,
sono pensieri che si spandono come campi di margherite
scrutano l’orizzonte,
percorrono sentieri ,
ed lì che odo le voci: sono farfalle…
Ed è lì che sento i sospiri: sono anime…
Sono applausi e follie.
Mi spoglio da questo malinconico ricordo
incurante del tempo
lo conservo tra le pagine di un libro
è una cornice sbiadita,
è un'assenza che passa ,
un rifugio dell'Inverno, nostalgia.
Seduco la luce che quasi scompare
io che di luce
ho solo un cortile spoglio di sole.
( pensando Alda Merini)
Aggrovigliavo il viso
tra le mani e tu
con uno sbuffo ridevi.
il tuo passo ciondolante
sovrastava il mio
e nelle tasche avevi tesori per me.
mille cuori battevano sul mio
dolce la mano posavi sul capo
quell'amore di padre un po' stanco
gioiva solo al mio tenero riso.
seii ancora al mio fianco
con la tua anima bella
sento ancora il tuo sorriso
anche se tra le mani
il tuo viso non posso piu' aggrovigliare.
tra le mani e tu
con uno sbuffo ridevi.
il tuo passo ciondolante
sovrastava il mio
e nelle tasche avevi tesori per me.
mille cuori battevano sul mio
dolce la mano posavi sul capo
quell'amore di padre un po' stanco
gioiva solo al mio tenero riso.
seii ancora al mio fianco
con la tua anima bella
sento ancora il tuo sorriso
anche se tra le mani
il tuo viso non posso piu' aggrovigliare.
Tutto dalla parte della vita
E dell’amore
Guillaume Apollinaire
Ovvero:
Della poesia elettrica e mille battiti senza più ore.
Alta la tensione e slanci alati
evviva tutti i moti accelerati
Ma ben venga se dici anche scellerati.
Ti attraversano persino le ginocchia
Scatenano la corsa estrema della mente
La colonna vertebrale scrocchia.
Il treno è partito e già arrivato
Ha attraversato anche i divani
L’avvenire era tutto nelle mani.
Peccato .
Svanì d’un tratto il senso
Il mondo è diventato un gran bestiario
Di religioso credo irreligioso.
Nell’epoca che scorre forte
Di rombi e di boati è rimasto ben poco di gioioso
E così tremante il destino dei fiori
il destino del vento
il destino del vento
Non è rinascimento
nell'epoca oscura.
nell'epoca oscura.
Non sono quelli i versi di fresca stesura.
Serve rilanciare un‘avventura
una ragione ardente
un amore carnale , struggente
infinitamente dolce
terrestre
nelle sue sfumate variazioni
anche celeste.
E basterebbe programmare
un destino storico più agreste
un movimento tellurico
un futurismo lirico.
Firmato
Guillaume Apollinaire
Guillaume Apollinaire
Ovvero:
Dello spirito che raggiunge il sogno
E le bionde sfere.


Soffice
morbida
la tua mano
che mille lavori ha visto
che la stanca schiena
ha aiutato
che il tempo ha ingrigito
senza darti
quanto dovuto
come marmellata al gusto
burro appena sciolto
adesso ritorna padrona
nel toccare
leggera e libera di poggiare
gustarsi ogni movimento
passato molto tempo
T'amo come le cose difficili
come i giorni semplici
come la noia che mi fa divertire
t'amo più dell'odio di qualsiasi amore
come la pioggia e le foglie d'autunno
T'amo come le parole che non esistono
come gli ossimori e le nuvole al vulcano
t'amo come la tramontana che ripara il cuore e il respiro
t'amo ogni giorno di ieri
t'amo ogni ieri d'oggi e ogni domani
ogni parola sospirata e viva che sussurro
ad orecchi mai stanchi
a mani calde e agli abbracci d'ogni ora
t'amo come la fretta che ho sempre nella mia pazienza
t'amo come fossi urgenza urbana,
una corsa al mare, d'improvviso e poi piove
t'amo e più so darti emozioni
che più t'angolano dal verso
lungo destrezze rapide d'ogni premura.
Sogno destarti l'intenso in ogni tuo breve,
e la voluta che salga pure a norme di fumi
più a valle e scarica al mare , del luogo permeato
a valide rese, sconnesse le mie ragioni per te
t'amo a ragione d'esser folle e alla follia razionale
per ogni alto piano, per ogni irta pianura Quinziana che sfocia dominanze del fastidio
nei caldi segmenti nutriti di carne e marlboro.
Eppure non cessi d'esistere nel mio andare
li, verso, al tuo lato cadente,
come distratto retaggio , nel permeante più greve ,
la strage di carne in attesa. D'amore e piaghe di piacere
di solite partite pareggiate al meridiare d'estate
ti conobbi al sipario d'agosto
a settembre stappammo bottiglie d'amore.
T'amo come fossi l'amore
nel breve tragitto che distacca
il tuo core col mio.
T'amo chiaro ancora perenne
il silenzio m'avvolge le gote del tuo lieve star qui
sei sostegno e futuro dei miei avvenire
del mio affluire nel tuo mare.
T'amo
come i giorni semplici
come la noia che mi fa divertire
t'amo più dell'odio di qualsiasi amore
come la pioggia e le foglie d'autunno
T'amo come le parole che non esistono
come gli ossimori e le nuvole al vulcano
t'amo come la tramontana che ripara il cuore e il respiro
t'amo ogni giorno di ieri
t'amo ogni ieri d'oggi e ogni domani
ogni parola sospirata e viva che sussurro
ad orecchi mai stanchi
a mani calde e agli abbracci d'ogni ora
t'amo come la fretta che ho sempre nella mia pazienza
t'amo come fossi urgenza urbana,
una corsa al mare, d'improvviso e poi piove
t'amo e più so darti emozioni
che più t'angolano dal verso
lungo destrezze rapide d'ogni premura.
Sogno destarti l'intenso in ogni tuo breve,
e la voluta che salga pure a norme di fumi
più a valle e scarica al mare , del luogo permeato
a valide rese, sconnesse le mie ragioni per te
t'amo a ragione d'esser folle e alla follia razionale
per ogni alto piano, per ogni irta pianura Quinziana che sfocia dominanze del fastidio
nei caldi segmenti nutriti di carne e marlboro.
Eppure non cessi d'esistere nel mio andare
li, verso, al tuo lato cadente,
come distratto retaggio , nel permeante più greve ,
la strage di carne in attesa. D'amore e piaghe di piacere
di solite partite pareggiate al meridiare d'estate
ti conobbi al sipario d'agosto
a settembre stappammo bottiglie d'amore.
T'amo come fossi l'amore
nel breve tragitto che distacca
il tuo core col mio.
T'amo chiaro ancora perenne
il silenzio m'avvolge le gote del tuo lieve star qui
sei sostegno e futuro dei miei avvenire
del mio affluire nel tuo mare.
T'amo
La tua vita
erano queste odi alla Terra
quelle visioni
lievi e incredule
di praterie senza confini,
le carezze agli alberi
figli antichi
del tuo passaggio
La tua vita era pioggia
che dà gioia al fiume
ad ogni sasso
riposo del cielo
era il sogno
un cavallo di vento
senza padroni
La tua vita era
veder rigogliare il bene
sotto il piede ruvido
dell’aridità
La luna lo accolse nel suo grembo,
il sole ne illuminò il cammino,
il vento leggero cullò i suoi i sogni.
Soffici nuvole dipinsero tersi cieli e
arcobaleni d'amore.
Gocce di diamante lo accrebbero ,
fosche nebbie vennero trafitte da dardii di luce,
Ora sei nel tempo e nello spazio, nel sole e nella luna,
piccolo mio,
cielo, nuvole, arcobaleno di speranza,
diamante nel mio cuore,
linfa d'amore.
Impercettibile vento
che sospendi
le nebbie
dell'anima.
il sole ne illuminò il cammino,
il vento leggero cullò i suoi i sogni.
Soffici nuvole dipinsero tersi cieli e
arcobaleni d'amore.
Gocce di diamante lo accrebbero ,
fosche nebbie vennero trafitte da dardii di luce,
Ora sei nel tempo e nello spazio, nel sole e nella luna,
piccolo mio,
cielo, nuvole, arcobaleno di speranza,
diamante nel mio cuore,
linfa d'amore.
Impercettibile vento
che sospendi
le nebbie
dell'anima.
Son due lumi...
si perdono sognanti e giocosi
e un dolce sorriso
accenna il tuo viso!
Son due lumi...
che guardano lontano
splendono e ricamano
nell'animo infiniti tesori!
Le luci del tramonto...
s'avvertono nello sguardo
mentre quelle del mattino
s'aprono gioiosi...
al nuovo giorno che nasce!
Sono due lumi...
sono due occhi caldi e teneri
sguardi d'infinita bontà!
Un autoritratto della pittrice Marilena Pisano
si perdono sognanti e giocosi
e un dolce sorriso
accenna il tuo viso!
Son due lumi...
che guardano lontano
splendono e ricamano
nell'animo infiniti tesori!
Le luci del tramonto...
s'avvertono nello sguardo
mentre quelle del mattino
s'aprono gioiosi...
al nuovo giorno che nasce!
Sono due lumi...
sono due occhi caldi e teneri
sguardi d'infinita bontà!
Un autoritratto della pittrice Marilena Pisano
A te
che sembri schivo
ma in realtà
sei l'opposto.
Sei simpatico
e allegro.
Grazie delle risate
e dei racconti
sempre ben interpretati.
A volte
e come
se ti conoscessi da sempre.
A te
che leggi oltre i versi.
A te
che sei un grande amico,
un grande poeta,
un bravissimo critico.
A te
questa breve dedica
per augurarti
buon compleanno Francesco.













