- Vado -
(mi dicesti con la tua fede)
- a rifarmi un'altra vita -
Io invece, con la mia di fede
è come se tu
non fossi mai partita.
Fisicamente lo so, non ci sei più.
Ma sai, a me fisicamente
se poco importava prima
adesso niente.
Per questo tu ci sei sempre.
(mi dicesti con la tua fede)
- a rifarmi un'altra vita -
Io invece, con la mia di fede
è come se tu
non fossi mai partita.
Fisicamente lo so, non ci sei più.
Ma sai, a me fisicamente
se poco importava prima
adesso niente.
Per questo tu ci sei sempre.
Avrei potuto dirti
mille e mille volte
ancora ti amo
se pur mille e mille volte
lo dissi sussurrato
sulle tue labbra
Avrei potuto stringermi a te ancor di più
come l'edera al tronco dell'albero
gurdandoti negli occhi
folgorandoti d'amore
Vorrei avere stretto le tue mani
più di quel che ho fatto
per sentire il tuo calore
scaldarmi nelle notti fredde
Avrei voluto sciogliermi
nel tuo sguardo
ancora ed ancora
bastava quel piccolo intenso gesto
ad accendere il desiderio
dal ventre fino al cuore
Lo spegnevamo in raporti d'amore
passione ed emozione
raggiungendo orgasmi
di corpo e d'anima
che una stella in più
accendavamo in cielo ogni volta
come fosse sempre la prima
Noi di mezza età ma spiriti giovani
vivevamo in una simbiosi
senza eguali, i nostri pensieri
un solo pensiero
i nostri sogni un solo sogno
Avrei voluto urlare
quella maledetta notte,
nei tuoi occhi lessi la tua fine
tu sorridesti, ti strinsi la mano
una parte di me se ne andò con te
come fu per tutta la vita … insieme

Ora,
per mezzo della musica
baciami le vene
e gli incavi inediti,
senza morire.
Toccami le fresche acque della bocca
la prodigiosa carnagione,
e trema pure
se il fiore del mio fuoco
è calice di fiamme;
sentiero umido,
d’affanno che non dorme.
Con sudore ultramarino
rubami la chiave
che apre orgasmi con furore
come fossero sensuali repliche d’autore.
Sei uomo da corona,
di luce di smeraldi,
di seme copioso
nella terra che possiedi.
Sognato grano
di pane dorato e le sue spighe.
Nella notte amata, senza pari,
guarda bene le mie curve terrestri
che hanno già foglie bagnate
d’essenza trasparente,
l’odore...
il più invitante.
Lo sai, dobbiamo vincere!
Se con purezza primitiva
mordi la mia polpa...
ricercane l’essenza!
E nella gloriosa risalita
dalla volta, alle pareti,
ai caldi incensi,
immersi nei silenzi
diveniamo eroi effigiati,
col soprannome degli amanti!

..
guarda bene le mie curve terrestri
che hanno già foglie bagnate
d’essenza trasparente,
l’odore...
il più invitante.
Lo sai, dobbiamo vincere!
Se con purezza primitiva
mordi la mia polpa...
ricercane l’essenza!
E nella gloriosa risalita
dalla volta, alle pareti,
ai caldi incensi,
immersi nei silenzi
diveniamo eroi effigiati,
col soprannome degli amanti!

..
Ti sento come nettare nella bocca,
leggera,
come la carezza che fa il vento di sera.
La tenue luce dell’aurora
ha il colore della tua pelle
ed i resti della brace del falò
copiano i colori dei tuoi capelli.
Hai il profumo del sottobosco in estate,
ma con l’aggiunta di un non so che d’esotico.
La gardenia e l’orchidea
hanno preso spunto da te
per la loro silhouette.
Il buon vino invecchia come te,
mentre,
il sussurro del mare dentro le conchiglie
imita la tua voce.
Nel deserto vedo i tuoi occhi
ed il tuo volto in ogni dove,
ma l’anima tua la porto sempre con me.
Le fragole sono i tuoi baci
ed il brandy la tua lingua.
Scaldi il cuore come il sole
ed in ricordo tuo, come vento gentile,
rasserena il cielo del mio spirito
dalle nuvole dei cattivi pensieri.
L'impronta sulla sabbia
ha lasciato il vento.
Ha visto tramonti
divenire albe
poesie
sciogliersi in parole
parole
tramutarsi in poesie
tramutarsi in poesie
poesie
incollarsi di carta .
incollarsi di carta .
E ridevi della nostra leggerezza.
Ora siamo
uno specchio di ricordi .
Frammenti spezzati.
Come me lasciali cadere
come fiore di vita
come fiore di vita
a far nascere letizie
con un raggio di sole.
Cifra tonda, nessun rimpianto
è il tempo che non puoi fermare
però sull’uscio del mio precipitare
nel vuoto, ci sono già i ricordi di te
e se guardo dal cielo quella scala
del primo bacio, ancora mi commuovo.
Perché se quando ti cerco e talora non ti trovo
e se quando mi dispero, tu torni la tela
su cui spalmare ogni colore di me,
perché al di là di ogni respiro del mare
e delle nebbie dissolte, scopro questo amare
senza resa. E la tua firma sul mio cuore: Anto.
Se dici ciò che sei
nessuno ti crederà mai.
Se mostri ciò che hai dentro
chi mai potrebbe capirti?
La tua pelle è bianca e sottile
e sembra quasi fatta della stessa materia dei sogni.
I tuoi occhi, della stessa sostanza dello spirito,
sono il tramonto al limitare della grande pianura.
Anche se non si vede,
sono convinto che dietro di te,
oltre al tuo profumo lasci anche una scia di frammenti,
i tuoi ricordi.
Rimane un brivido in chi ti tocca
ed un miracolo in chi ti bacia,
ma nessuno riesce a seguirti
nell'impervia via che hai scelto.
Bisogna essere fatti di etere
per starti accanto.
Per questo ti seguo da lontano, con lo sguardo
come si fa da migliaia di anni con le stelle.
Aspetto che tu passi ancora vicino a me
come la cometa di Halley,
perché magari stavolta avrò più coraggio
oppure sarò fatto della materia giusta
per seguirti e starti accanto.
Di Pietro avevi le chiavi
per aprirci il paradiso
quello degli onesti cittadini.
Ma nessuno che sia vivo
crede mai nel vero cielo.
Tu nascesti senza un vessillo.
Solo spiga tra le messi,
ma divenisti pane duro
per i denti dei perduti.
Rara forza fu la tua
nel scalare il monte Olimpo.
Nessun aiuto, nessun riparo,
vento e pioggia sempre in faccia.
Solo e sempre ,della mente, il tuo lavoro
ti condusse agli alti ranghi.
Animo di purezza estrema!
Chi ti ha compreso nel profondo
conoscendo il tuo valore
a milioni ne vorrebbe
di altri Te per tutto il mondo.
So che ti racconterà, la storia,
non certo quella dei potenti.
Quella giusta , quella vera
mai scritta dai cretini
che di un uomo immenso ricordano
solo: che sbagliava i congiuntivi.
per aprirci il paradiso
quello degli onesti cittadini.
Ma nessuno che sia vivo
crede mai nel vero cielo.
Tu nascesti senza un vessillo.
Solo spiga tra le messi,
ma divenisti pane duro
per i denti dei perduti.
Rara forza fu la tua
nel scalare il monte Olimpo.
Nessun aiuto, nessun riparo,
vento e pioggia sempre in faccia.
Solo e sempre ,della mente, il tuo lavoro
ti condusse agli alti ranghi.
Animo di purezza estrema!
Chi ti ha compreso nel profondo
conoscendo il tuo valore
a milioni ne vorrebbe
di altri Te per tutto il mondo.
So che ti racconterà, la storia,
non certo quella dei potenti.
Quella giusta , quella vera
mai scritta dai cretini
che di un uomo immenso ricordano
solo: che sbagliava i congiuntivi.
Anche se preziose le tue piume
ad una, ad una le vedrai cadere.
Verrà -stanne certo- l'infausto giorno
che il cielo guarderai da un freddo lido.
Incapace di altri voli, la tua forza
in te ripiegherai. L'anima -muta, sorda
e cieca- sulla riva di notturne onde poserai.
Io, che mai, ebbi ali da starti a fianco;
allora avrò vele a sfidare Maestrali.
Senza bussola sarò barca, remi e sarò timone.
Non per me avrò fatto il viaggio,
ma per mostrarti quelle cose
che raccolsi e conservai:
le tue piume, il tuo cielo, il tuo sorriso.
Forse saranno voli d'aliante
ma pur sempre volerai!
ad una, ad una le vedrai cadere.
Verrà -stanne certo- l'infausto giorno
che il cielo guarderai da un freddo lido.
Incapace di altri voli, la tua forza
in te ripiegherai. L'anima -muta, sorda
e cieca- sulla riva di notturne onde poserai.
Io, che mai, ebbi ali da starti a fianco;
allora avrò vele a sfidare Maestrali.
Senza bussola sarò barca, remi e sarò timone.
Non per me avrò fatto il viaggio,
ma per mostrarti quelle cose
che raccolsi e conservai:
le tue piume, il tuo cielo, il tuo sorriso.
Forse saranno voli d'aliante
ma pur sempre volerai!
Nei tuoi occhi felini si nasconde a stento
la tua voglia di libertà,
sorridi e a fatica trattieni la tua natura.
Sotto la pelle
la tua Anima inarrestabile guizza e scatta
fremendo nell’attesa
che tu la lasci andare verso luoghi a tutti ignoti.
Ti sento forte durante la mia attesa,
non ti vedo, ma so che ci sei;
sei tutt’intorno a Me.
Mi guardi
come farebbe un Predatore con la preda,
da immaginari anfratti di un’ipotetica foresta.
Ma Io no ti temo
e non ho paura dei tuoi artigli e delle tue zanne;
non mi farai del male,
ti avvicinerai,
mi annuserai,
farai qualche ruggito sommesso
e dopo esserti strofinata,
te ne andrai lasciandomi
in mezzo al Niente delle cose del Mondo,
inebetito ed estasiato
dal valore stesso dell’incontro.
Sei una Chimera,
e come tale puoi esistere in mille realtà,
compresa la mia, certo,
ma non in questa.
Sei un Sogno vivente,
che non muore quando nasce il giorno.
Un cristallo fragile e splendente
in un mondo duro e coriaceo
dove migliaia di specchi
rubano e deviano la tua luce verso altri lidi.
Sei un sogno morbido e delicato
in precario equilibrio sopra una scacchiera,
fai la parte del pedone,
ma potresti essere senza problemi
la regina del gioco,
ti manca solo la fiducia necessaria
per attraversare la scacchiera.
Un dolce fiore di campo
che è cresciuto tra i rottami
di un mondo freddo e senza sole,
però nonostante le avversità
che ti si pongono davanti
riesci a resistere e a dare un po’ di colore
a tutto ciò che ti circonda.
È meraviglioso vederti sorridere
e fissare i tuoi occhi fa nascere in me
uno splendido sorriso.
Vorrei poterti dare la gioia per sempre,
senza niente in cambio,
vorrei starti sempre vicino
senza darti alcun peso e senza deluderti mai,
viaggiando semplicemente verso il futuro.
Il bianco ed il nero sono due estremi
e dove si congiungono, lì esisti tu.
Chi ti ha donato quella figura esile,
ma allo stesso tempo tenace;
morbida ed indistruttibile;
languida e temprata?
La tua pelle ha il senso di un raggio di Luna
e le tue mani sono sogni che volano bassi verso questo Mondo
toccando solo i più meritevoli.
Dall’alto dei cieli più freddi,
come stelle di ghiaccio, eccoli: quelli sono i tuoi occhi
che chissà per quale assurdo pretesto
scaldano anche il cuore più duro.
I tuoi capelli corti sono un’onda
che di notte tocca la Terra;
tra di essi trova sollievo il mio Spirito
mentre ti stringo a me nell’immobilità di istanti
che nei miei ricordi sono eterni
come il tuo volto nella mia mente.
Sei un pezzo di cristallo splendente
in mezzo ai brutti rottami di una discarica.
Qualcosa di inconcepibile,
che spunta con grazia
dalle fredde e fitte trame della logica calcolatrice.
E di questo io mi beo e sorrido languido.
Stella tra gli angeli Assunta,
in anima e corpo,
frutto del tua opera.
Spettatrice sapiente del tuo cammino,
Senza una parola, materna ombra,
silente donna, ti segue e t’ammira.
Madre che in cuor serba
i tuoi mille pensieri,
vive nella tua libertà, respira la missione
che il Padre t’ha affidato.
La Parola Ella ascolta, riflette, medita,
di Te si nutre tra fede e amore,
ed elargisce in dono la tua essenza,
a quanti invocano aiuto.
Madre di un tesoro
che tutto per Se non tiene,
Donna di forti gesti,
Ella la prima salvata,
ti dona, quale farmaco efficace
contro i mali dello spirito.
Maria Donna forte nel servire,
Serva per amore,
Tu la sua forza, pur oggi,
che dall’alto ti guarda andare,
è la festa per te,
si prostra in preghiera,
queste le sue parole:
“Grandi cose ha fatto in me
l’Onnipotente”.
La scruti, gioco di sguardi,
intesa d’amore,
sicuro poi, per le strade
che portano al Padre, Tu vai.










