Per ogni tavolino rotondo
una lampada di picche,
cinque pere,
cinque meringhe.

Per ogni tavolino da gioco
una statuina dal bocchino medio-lungo
(con sigaretta inserita).

 Dicono che mangiassi
sempre lucertole
 e perciò adesso sono alto e magro,

me ne sto solo in un angolo
e tengo ferma una porta.

A volte
nascondo

con infiniti samurai di seta
   il filo del campanello.




 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Commenti  

Cristina Biga
+2 # Cristina Biga 14-02-2013 07:03
L'intensità che sprigionano i tuoi versi è sempre sorprendente .... molto bella l'ultima strofa mi rimanda solitudine voluta .... un abbbraccio caro Alberto ....
Ambra PILTI
+2 # Ambra PILTI 14-02-2013 18:17
Gradita...
Alberto Automa
# Alberto Automa 17-02-2013 12:12
...grazie Ambra e Cristina, un'altra stanza che parla, in questo caso un salottino da gioco degli anni che furono... :-?
Rita Stanzione*
+1 # Rita Stanzione* 28-03-2013 20:06
Eccezionale! nella tua poesia si sta benissimo :-)
Alberto Automa
# Alberto Automa 28-03-2013 20:47
...e grazie Rita, per questo commento lasciato qui, al circolo del bridge :-)

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