premessa: questa poesia parla dell'ipocrisia della giornata della memoria, ricorrenza in cui, almeno per un giorno, cerchiamo di scordarci della nostra indifferenza nei confronti degli orrori del passato


C'è una bestia, a Birkenau
Che mi segue fino al letto
Si arrampica, con l'ombra cinerea
E le impronte di scarpe
E di sangue
Si sente sul petto
Riempie di sogni la mente
Di sogni di lamenti, nero
Neve, fuoco e freddo malato
I lividi e il corpo secco
Un campo, ma non prato
Di fiori di filo spinato

E tutto è così vuoto e senza senso
Ma pesa e mi pressa, ostinato
Come il grilletto di quel ferro
Che ho voluto tante volte
Che a me togliesse il fiato
E non ai morti
Che non ho mai conosciuto

Ma allora lor chi sono?
Queste lacrime che verso
Su carta e su schermo son finte
L'elegia di compianto
Che canto è finta
La memoria è finta
Io non vi conosco, spiriti tristi
Perché la bestia vera sono io
Che non provo l'empatia
Per essere umano
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Profilo Autore: Ealain  

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 02-02-2022 09:23
Condivido la tua premessa, il giorno della memoria dovrebbe essere tutti i giorni, credo sia solo ipocrisia ricordarsi degli orrori del passato un giorno all'anno.

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