Sorta la stella, nebula la terra:
I giorni di stese estati
Passano lenti; un battito di ali e più il cuore
Non li afferra
Si estendono sui verdi prati
Memorie di tempi passati, i colori e l'odore
Ormai sbiaditi dei ricordi
Rievoco con occhi affaticati
Tutto il mutar delle stagioni
Terra mia, così eri malata
Così ti riproponi, l'universo muta
E tu resti immota
Quanti sono i morti che alimentano il terreno
E quanto il tempo che hanno perso!
O tu, crudele terra che li porti in seno
Avrai, a breve, anche il mio corpo sommerso
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