Un gomitolo di battiti
rannicchiati nel fumo
albeggia straziato nell’aria
in un saccheggio di volti anonimi
deportati dalla folle ideologia
di storie senza più memorie.
Tremano i disegni del disprezzo,
Auschwitz è un cielo di filo spinato,
un’atroce fabbrica dell’odio,
un’indelebile nevicata di morte,
l’inciampo imperdonabile dell’umanità
scolpito sulla pelle dei pochi sopravvissuti.

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