C’è una voce che manca d’affiancare.
Furtiva, rifugge nei pensieri delle memorie.
Confusione di note, centrifugano l’anima,
che nel suo crampo, rifrugano
riducendo a pezzi ogni storia.
Di salvabile non vi era nulla.
Assettata di gocce sonore
che dissolvessero il suo dolore
e nel loro finire, sentire
quella costante cantilena
che monda e lava, battendo
e rimbalzando nel corso, calmando,
divenendo amabili sulla terra, e nell’anima.

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