E mi chiedesti se il sole rideva
alla vita quando la rosa s'apriva
al raggio intonando canti al vivente
o quando l'aria s'accoccolava adagio
nel cuore del vento
per divenire vertigine in volo.
E mi chiedesti se la luna annuiva
quando la notte mi rapiva i sogni
sotto chimere vibranti di cielo
in nidi pigolanti e disperati
appollaiati gli incubi al grido morbido e cavo.
E mi chiedesti se la poesia sapeva
ascoltare in silenzio il tempo del pianto
o l'amore maturato in radici d'ali
e se le voci spaccavano la vigna antica
scavando memorie in concerto d'ore.
E mi chiedesti se nell'infinito
o in ultimo volo d'eternità
da nutrire sotto ceneri di valzer
nudi al fragile dialogo d'anima
i pensieri s'abbracciavano al buio
come luna a specchio in mare aperto.

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Versi, semplicemente, superbi!