A me piacciono quelle serate strane,
in quei locali soli, quasi invisibili,
dalle facciate malinconiche e gli anfratti bui
in cui i poeti, come dolci angeli stanchi
si ritrovano a parlar del loro cruccio…
…del non trovar bellezza!
E stanno lì, seduti,
con gli occhi belli, lucidi, ma bassi,
vicino a calici profondi,
rossi, del profumato vino.
Van cercando smemoratezza e beatitudine
sui tavoli, sommersi dal gran pianto
per l’ennesima illusione... andata!
E’ un dolce bestemmiare quel che si sente,
e una struggente, insistente musica lontana:
chiamano sciocco l’amore che è voluto andare via!
E' dissacratorio il lor parlare
ma invocano grazia senza fine.
Meglio sentire
il sapor del sangue che è nel vino!
Meglio sentire
il sapor del sangue che è nel vino!
Meglio, stordire il genio!
Meglio certo!
Meglio far scorrere la fine,
senza sentir dolore.
A me...piacciono queste serate strane,
in quei locali, dove son calde le pareti
e il soffitto é una poesia
scritta con inchiostro d’oro.
Serate,
in cui puoi sentirti ancora innamorato…
…perché ….guai a lasciar sfornito il poeta
del nobil sentimento …il primo!
Sarebbe come cingere il suo capo
d'intrecciati rami e dolorose spine!



Commenti
Poiché, se la poesia leva non fa sul sentimento schietto, ma sull'artificio, e artificio malevolo, che poesia mai sarà, per sé stessi e per chi legga, se non NULLITA'?...
NULLITA'!
Lieta giornata.
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Aspettai ancora. Altre ore./ Pensai in straziata allegria,/ al colpo fulminante/ del franco cacciatore. (Antefatto, di Giorgio Caproni).
Vedi: il momento giusto per ricordarti di quale pasta sei fatta.
"A me piacciono quelle serate strane,
in quei locali soli, quasi invisibili,
dalle facciate malinconiche e gli anfratti bui
in cui i poeti, come dolci angeli stanchi
si ritrovano a parlar del loro cruccio..."