c’era un volta un cane randagio
che mai aveva conosciuto il calore di una famiglia
distrattamente era nato e distrattamente si districava nelle necessita’ della vita
nessuno lo conosceva e nessuno lui stesso conosceva
naturalmente era un cane filosofo, e questo certo gli era d’aiuto.
passava le giornate sotto un albero sulla collina
da dove poteva chiaramente vedere il porto con il suo ciclo distratto di partenze ed arrivi
cercando senza trovarla una risposta alle loro frenetiche attivita’.
poco gli interessavano le cagnette e poca attenzione prestava ai piaceri della ciotola
naturalmente era un cane vegetariano e questo certo gli era d’aiuto.
una mattina mentre stava contemplando il cielo nella sua magnifica grandezza
improvvisamente percepi’ di non essere solo, e si senti’ circondato d’affetto.
stranito da questa nuova sensazione e comunque accortosi che nessuno gli era vicino
guardando il porto abbaio’ al mondo intero:
“dio mio cos’e’ questa meravigliosa sensazione che provo ?? come posso essere amato io che non amo ?? come posso conoscere un cosi’ alto sentimento io che non ho famiglia ??
naturalmente era un cane religioso e questo certo gli era d’aiuto.
improvvisamente udi’ una voce che soavemente gli diceva:
“non e’ vero che non hai famiglia, io sono l’albero tuo padre, in me si trovano le tue radici e l’ombra e la pace che giornalmente ti dono sono tutto l’affetto che posso.
siamo la muta famiglia
abbiamo piedi fermamente piantati nella terra
occhi puntati verso il cielo
ed un’anima randagia
il nostro amore sara’ eterno e mai conoscera’ le restrizioni dell’umana passionalita’.”

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