
non lo sopporto più.
Tengono una maschera tra le mani
quando si dirigono tese, con scarsi sorrisi
verso vapori grigi...
Chi sono? Donne che alzano bandiera bianca
ma hanno guanti di pizzo, e ombre da assecondare.
Mete da raggiungere
trattative di vanesio trasgredire
e libertà da legami.
Camminano su un ponte d’assi fragili.
A volte, spinte cadono in acqua
a volte si tuffano
e il pianto diventa mare.

Commenti
devono dirottare. Temporeggiano nel capire o non capire il pericolo che corrono. A volte
sono minacciate e tenute in coercizione dagli uomini che dicono di amarle. Certo sono donne fragili
o fiaccate dalle angherie che devono subire e ciò le rende succubi in balia di uomini malati.
Speso sottovalutano il pericolo e non danno peso alle mistificazioni che vengono loro perpetrate,
certo, sono anche sfortunate ad incappare in soggetti così malevoli e dalla personalità contorta.
Una lirica che mette in luce questa piaga sociale che ha portato a tantissimi
femminicidi in questi anni, lasciandoci esterreffatti per questo malevola supremazia che taluni uomini
vogliono avere sulle donne, pensando che siano una loro proprietà e trattandole come schiave.
Molto apprezzati i tuoi versi Rosanna, ti auguro una serena domenica, Grace
INTENSO VERSEGGIO, ROSANNA.
BUONA DOMENICA.
*****
paura, fragilità, insicurezze, solitudine, debolezze... Bisognerebbe veramente esserci, in quella mente!
Poesia molto incisiva e tanto apprezzata. Un saluto, cara, ciao... ^.^
Ma la nostra società non è ancora matura per questo.............. .bella comunque la poesiA............
Un abbraccio