Non mi giudicate.
Io forse son vero,
di più in questo giorno
che nell'anno intero.
Ma adesso ho la porta,
richiusa qui dietro,
ed è sulla sedia
anche il vestito nero.
Oggi canto l'anima,
ma quella celata,
dietro questa lacrima,
su bianco stampata.
E rimango da solo.
A fissare la penna.
Posando il vestito
e il volto in cartapesta.
Ed eccolo qui.
Per voi il mio sorriso,
che il resto dell'anno
cerca il vostro viso.
E se chiederete
"Ti va tutto bene?"
Vi mostrerò lui,
con dietro le pene.
Tanto sono certo,
voi non lo vedrete.
E cosi per 364 altre sere.
Ma da questa penna,
che n'esca poesia,
che ne escano sogni
e che sia fantasia,
finché sarò io,
un giorno me stesso
in un Carnevale di sana follia.
Io forse son vero,
di più in questo giorno
che nell'anno intero.
Ma adesso ho la porta,
richiusa qui dietro,
ed è sulla sedia
anche il vestito nero.
Oggi canto l'anima,
ma quella celata,
dietro questa lacrima,
su bianco stampata.
E rimango da solo.
A fissare la penna.
Posando il vestito
e il volto in cartapesta.
Ed eccolo qui.
Per voi il mio sorriso,
che il resto dell'anno
cerca il vostro viso.
E se chiederete
"Ti va tutto bene?"
Vi mostrerò lui,
con dietro le pene.
Tanto sono certo,
voi non lo vedrete.
E cosi per 364 altre sere.
Ma da questa penna,
che n'esca poesia,
che ne escano sogni
e che sia fantasia,
finché sarò io,
un giorno me stesso
in un Carnevale di sana follia.
