Non mi giudicate.

Io forse son vero,

di più in questo giorno

che nell'anno intero.

Ma adesso ho la porta,

richiusa qui dietro,

ed è sulla sedia

anche il vestito nero.

Oggi canto l'anima,

ma quella celata,

dietro questa lacrima,

su bianco stampata.

E rimango da solo.

A fissare la penna.

Posando il vestito

e il volto in cartapesta.

Ed eccolo qui.

Per voi il mio sorriso,

che il resto dell'anno

cerca il vostro viso.

E se chiederete

"Ti va tutto bene?"

Vi mostrerò lui,

con dietro le pene.

Tanto sono certo,

voi non lo vedrete.

E cosi per 364 altre sere.

Ma da questa penna,

che n'esca poesia,

che ne escano sogni 

e che sia fantasia,

finché sarò io, 

un giorno me stesso

in un Carnevale di sana follia.


Profilo Autore: gianluca  

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