Sotto una nebbiolina assai leggera
saliva all’irto come capinera
che vola in ciel sempre più in alto
le ali dopo avere disciolto,
una donna con volto da bambina
seguendo sempre la ripida sua china.
Portava un cesto dai sapori antichi,
uva, castagne ed un po’ di fichi.
Era vestita anch’essa di colori
da mescolare insieme a tutti quegli odori.
Tra i capelli dalie e ciclamini
i piedi ornati con i settembrini.
Con l’armonia serena della voce
cantava dolcemente la fenice
e su di un letto di foglie multicolori
danzò per me e i miei perduti amori.
Poi dopo un grande bel sorriso
un bacio mi appoggiò in su del viso.
Ormai vado per boschi a cercare
chi il mio cuore volle medicare,
ma sento una voce che mi sa trattenere,
“Torna d’Autunno…mi potrai trovare !
saliva all’irto come capinera
che vola in ciel sempre più in alto
le ali dopo avere disciolto,
una donna con volto da bambina
seguendo sempre la ripida sua china.
Portava un cesto dai sapori antichi,
uva, castagne ed un po’ di fichi.
Era vestita anch’essa di colori
da mescolare insieme a tutti quegli odori.
Tra i capelli dalie e ciclamini
i piedi ornati con i settembrini.
Con l’armonia serena della voce
cantava dolcemente la fenice
e su di un letto di foglie multicolori
danzò per me e i miei perduti amori.
Poi dopo un grande bel sorriso
un bacio mi appoggiò in su del viso.
Ormai vado per boschi a cercare
chi il mio cuore volle medicare,
ma sento una voce che mi sa trattenere,
“Torna d’Autunno…mi potrai trovare !
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Resta
chiusa nel cerchio delle mie labbra
ferma
negli occhi stupidi del mondo.
La notte penetra, a onde
non perderti in questo respiro infinito.
Le case soffrono per l'odore di muschio
e tua madre piange
coi suoi occhi stanchi
ma lontano, e piano
Resta
il freddo non arriva a svuotare
i lividi fiori del nostro giardino
e sotto foglie ingiallite
sta il muto ricordo
di un amore che sanguina
per vivere ancora.
Resta
per questa vita intagliata nel fango
per questo pianto senza giorni e senza storia
per questo dolore intatto.
Resta
chiusa nel cerchio delle mie labbra
ferma
negli occhi stupidi del mondo.
La notte penetra, a onde
non perderti in questo respiro infinito.
Le case soffrono per l'odore di muschio
e tua madre piange
coi suoi occhi stanchi
ma lontano, e piano
Resta
il freddo non arriva a svuotare
i lividi fiori del nostro giardino
e sotto foglie ingiallite
sta il muto ricordo
di un amore che sanguina
per vivere ancora.
Resta
per questa vita intagliata nel fango
per questo pianto senza giorni e senza storia
per questo dolore intatto.
Resta
L’aria fresca di questi giorni
mi riporta a ritroso nel tempo
e m’immerge nei dolci ed ambrati
colori degli autunni passati.
Ricordo le nostre passeggiate per i boschi
nel mutare della natura,
il tappeto di foglie ingiallite
che accompagnava frusciante
i nostri passi innamorati
tra i rami degli alberi ormai spogli
che come penitenti
elevavano i loro rami scheletrici al cielo
nell’atto di chiedere venia
al mutamento della natura
Il bosco era un rosseggiar di colori
e di odori muschiati
rimandati dalla brumosa terra.
Aleggiava silenzio nell’aria,
mancavano i voli e i cinguettii degli uccelli,
solo il canto del rio che lo attraversava
scorreva gorgogliando
e accompagnando come canto il nostro cammino.
A terra tappeto di foglie ingiallite e di ricci già aperti
da cui fuoriuscivano lucide castagne
che allietavano gli occhi e c’invitavano alla loro raccolta.
In città il cielo coperto e l’aria fredda c’invogliavano spesso
a comprare un cartoccio di caldarroste
offerto dai carrettini posizionati agli angoli delle vie
espandendo il loro profumo a stuzzicare il desiderio
di gustare lo squisito frutto che per antonomasia
rappresenta la stagione autunnale.
Arrivi quando il cielo si scolora,
e implacabili ricordi a
galla infiora,
pizzi chiffon immacolato
il velare, mentre il nitido
sole a guardare,
data in autunno scandita,
quando al vento
lasciavo mia anima
impaurita, l' incanto
solitario preludio dipinge,
ammaliante sguardo
verso ambrato cielo
mi spinge, spogli rami
solerti germogli il tracciare
moti frastagliati, al tocco
dell' assenza drappeggiati,
soventi lacrime
tripudio io coloro,
al cuore ricamato
filato oro.
e implacabili ricordi a
galla infiora,
pizzi chiffon immacolato
il velare, mentre il nitido
sole a guardare,
data in autunno scandita,
quando al vento
lasciavo mia anima
impaurita, l' incanto
solitario preludio dipinge,
ammaliante sguardo
verso ambrato cielo
mi spinge, spogli rami
solerti germogli il tracciare
moti frastagliati, al tocco
dell' assenza drappeggiati,
soventi lacrime
tripudio io coloro,
al cuore ricamato
filato oro.
E noi che siamo tardi
Volatili e ciclici come il prezzo che paghiamo
Questi platani non son sordi
e sono nudi come non li vediamo
Non ci resta che camminare a vuoto per ore
la pioggia ci cancella la memoria
Un deltaplano sembra aver trovato un fiore
ma era soltanto la sua storia
Questi sono solo ricordi nei ricordi
mentre una processione si nasconde nella sera
Ma per fortuna abbiamo orecchi sordi
e un naso troppo storto per la primavera
Per dire che siamo cittadini del mondo
usano il criterio della normalità
ma noi sappiamo bene che in fondo
qui la gente pensa quello che non fa
E noi che siamo soltanto le mie bugie
messe al caldo da un complesso d'inferiorità
Noi che siamo soltanto le ossessioni mie
stiamo alla larga dal gioco delle verità
Volatili e ciclici come il prezzo che paghiamo
Questi platani non son sordi
e sono nudi come non li vediamo
Non ci resta che camminare a vuoto per ore
la pioggia ci cancella la memoria
Un deltaplano sembra aver trovato un fiore
ma era soltanto la sua storia
Questi sono solo ricordi nei ricordi
mentre una processione si nasconde nella sera
Ma per fortuna abbiamo orecchi sordi
e un naso troppo storto per la primavera
Per dire che siamo cittadini del mondo
usano il criterio della normalità
ma noi sappiamo bene che in fondo
qui la gente pensa quello che non fa
E noi che siamo soltanto le mie bugie
messe al caldo da un complesso d'inferiorità
Noi che siamo soltanto le ossessioni mie
stiamo alla larga dal gioco delle verità
E d’ambra il sole, che lento scivola
inglobando semi e petali d’autore…
…rose ormai dannate!
L’immagine è del tuo profumo,
che ha fragranze di rami spezzati,
terra bagnata e lettere ingiallite.
Di fitti grappoli che erano d’ebbrezza,
di ricordo dell’inganno attuale
con neri voli, che sono addii impetuosi
e fiori come ombre senza nome.
In esse, la vita passa, trapassa, rivive...
...e dire non vuole mai, dell’abbandono!

...e dire non vuole mai, dell’abbandono!

RINCORRO
LE NUVOLE PASSATE
PER VEDERE DOVE VANNO
IN FONDO AL CALAR DEL BLU
DI BORBOTTII E LAMPI
D'ARIA FRIZZANTE
ASCOLTANDO
IL CANTO DEI MIGRATORI
FRA LO STATICO TEPORE
ANCORA RIMASTO
SCAVALCANDO MALLI APERTI
RICCI DI CASTAGNE E FRASCHE
AFFANNATO NEL RESPIRO
SCONSOLATO NEGLI OCCHI
SENZA ESSER RIUSCITO A VIAGGIARE
COME LE NUVOLE SANNO FARE
LE NUVOLE PASSATE
PER VEDERE DOVE VANNO
IN FONDO AL CALAR DEL BLU
DI BORBOTTII E LAMPI
D'ARIA FRIZZANTE
ASCOLTANDO
IL CANTO DEI MIGRATORI
FRA LO STATICO TEPORE
ANCORA RIMASTO
SCAVALCANDO MALLI APERTI
RICCI DI CASTAGNE E FRASCHE
AFFANNATO NEL RESPIRO
SCONSOLATO NEGLI OCCHI
SENZA ESSER RIUSCITO A VIAGGIARE
COME LE NUVOLE SANNO FARE
Appesa ai vetri
ti sento Autunno
nei rami nudi e vuoti di ronzii.
Nell'alba fredda del mattino
quando stringi il mare all'orizzonte
e scappi via.
Le nuvole hanno il cielo
la terra le foglie
piccole fiammelle d'anima
danzano Ottobre.
I cespugli in un delicato di brina
restano in attesa.
Sordo è il fiume
di cuculi ed usignoli
solitaria e perduta la luna
con poche bianche lanterne.
ti sento Autunno
nei rami nudi e vuoti di ronzii.
Nell'alba fredda del mattino
quando stringi il mare all'orizzonte
e scappi via.
Le nuvole hanno il cielo
la terra le foglie
piccole fiammelle d'anima
danzano Ottobre.
I cespugli in un delicato di brina
restano in attesa.
Sordo è il fiume
di cuculi ed usignoli
solitaria e perduta la luna
con poche bianche lanterne.
Fiammiferi di luce
graffiano gocce di muschio nei boschi,
l’aria è una ruga d’ottobre,
segmento di zucca e violino del cuore.
Il silenzio arroventa virgole di castagno
fra fienili d’ombre e scorze di timido sole,
sbuccio fra i ruscelli graziose comete d’abeti
e nevica polvere d’autunno fra i miei desideri.
Zigomi d’orizzonte al tramonto
son sulle panchine annebbiate le foglie,
lapislazzuli d’infiniti arcobaleni,
briciole di cielo che cullano le strade
e son arpe scarmigliate quei rami solitari,
farina di nuvole dal gelo accoltellati.
Granella di mosto colora quei piccoli tetti,
s’arriccia il respiro di un camino che sbadiglia,
mandarino e cioccolata albeggiano sulla tavola,
grandina raggrinzito merletto di melograno,
autunno è poesia d’un fragile amore lontano.
graffiano gocce di muschio nei boschi,
l’aria è una ruga d’ottobre,
segmento di zucca e violino del cuore.
Il silenzio arroventa virgole di castagno
fra fienili d’ombre e scorze di timido sole,
sbuccio fra i ruscelli graziose comete d’abeti
e nevica polvere d’autunno fra i miei desideri.
Zigomi d’orizzonte al tramonto
son sulle panchine annebbiate le foglie,
lapislazzuli d’infiniti arcobaleni,
briciole di cielo che cullano le strade
e son arpe scarmigliate quei rami solitari,
farina di nuvole dal gelo accoltellati.
Granella di mosto colora quei piccoli tetti,
s’arriccia il respiro di un camino che sbadiglia,
mandarino e cioccolata albeggiano sulla tavola,
grandina raggrinzito merletto di melograno,
autunno è poesia d’un fragile amore lontano.
Gli esausti pensieri legherò
ai raggi di una luna più vicina
e i rumori dell’estate
farò viaggiare con le nuvole.
Risentirò il caro suono della natura,
il sibilo del vento nuovo,
il canto del mare stanco.
Lascerò cullare l’anima
dallo scorrere del tempo,
il sole ritornerà tiepido e mio
a nutrir il corpo di calore.
Camminerò tra i viali
in cerca di nuovi fiori,
osserverò rapita la mia valle
di giallo, arancio e marrone dipinta
e assaporerò a piccoli bocconi
i chicchi d’uva ormai matura.
Sussulterà il mio cuore alla poesia
versi e respiri trarrò dalle piccole cose,
pur d'una foglia dai caldi colori
che tremula mi accarezzerà il viso
e danzando si poserà ai miei piedi.
Camminerò a passi leggeri sul tappeto,
che pari a mille lacrime, l’albero ha pianto.
Inebrierò i sensi dal profumo
del mio autunno,
di mosto e uva zuccherina,
gusterò castagne, noci
succose melagrane e
dolce miele di millefiori
e nella terra a riposare
deporrò ricordi e amori.
ai raggi di una luna più vicina
e i rumori dell’estate
farò viaggiare con le nuvole.
Risentirò il caro suono della natura,
il sibilo del vento nuovo,
il canto del mare stanco.
Lascerò cullare l’anima
dallo scorrere del tempo,
il sole ritornerà tiepido e mio
a nutrir il corpo di calore.
Camminerò tra i viali
in cerca di nuovi fiori,
osserverò rapita la mia valle
di giallo, arancio e marrone dipinta
e assaporerò a piccoli bocconi
i chicchi d’uva ormai matura.
Sussulterà il mio cuore alla poesia
versi e respiri trarrò dalle piccole cose,
pur d'una foglia dai caldi colori
che tremula mi accarezzerà il viso
e danzando si poserà ai miei piedi.
Camminerò a passi leggeri sul tappeto,
che pari a mille lacrime, l’albero ha pianto.
Inebrierò i sensi dal profumo
del mio autunno,
di mosto e uva zuccherina,
gusterò castagne, noci
succose melagrane e
dolce miele di millefiori
e nella terra a riposare
deporrò ricordi e amori.









