Mio padre piegava il ferro
schiena dritta e polmoni al vento,
respirava fumo di brace dalla forgia.
Mia madre rammendava calze
schiena curva e intonata voce
cantava sempre la stessa canzone.
Mio padre mi diceva:
"impara un mestiere,
un giorno ti potrà servire"
e mia madre dall' altra stanza urlava:
"devi studiare un pezzo di carta
ti aprirà la strada".
Ed io che guardavo il cielo
e annusavo la terra
correndo a piedi nudi sui prati verdi
respiravo profumo d' erba
e non pensavo che questo giorno
arrivasse davvero.
Non tornerà più quel tempo
spensieratezza e mulini al vento.


Commenti
Molto romantica la chiusa.
Congratulazioni! Un saluto.
quando meritano vanno premiate le poesie, complimenti ciao.
Carla
Rita