È dallo Stato Libero e Sovrano della Sinaloa,
stretto fra i deserti del Chihuahua e di Sonora,
imprigionato fra la Sierra Madre Occidentale
e le acque blu del Mare di Cortez, che ti scrivo,
con questo filo di voce, con le mani sporche,
con la rabbia e la paura del Camino del Diablo.
Ancora una lettera, e sarà l’ultima col francobollo,
con lo stampo di Culiacàn, e con la firma in calce:
“El Chapo mi ha guardato oggi, si vedeva la frontiera
nei suoi occhi, la vita che inizia dove finisce la patria,
il mondo al di fuori del tunnel, e il lato libero del bordo.
Ma tu digli che non ci sarò! Che non mi prenderanno!
Che penso ancora al Mata Amigos, e ai Paramilitari,
a Los Zetas, e a tutti quanti gli Impiccati dei Cavalcavia!
ai Narcomantas, ai Mozzati, alle Pandillas, ai Sicarios,
a Los Huesos del Desierto, e alle Donne del Paso del Norte!
Amore sarò il Capo del Cartello, io, farò fortuna,
e tornerò a prenderti. Amore, se mi aspetterai,
ci sarà lo spreco con me, tante armi e l’oro giallo:
quello bianco, quello nero, tutto il Cristal che vuoi.
Non sarò più Cabecilla, non sarò mai Desaparecido,
sarò il Signore dei Signori della Droga Messicani:
e finalmente vivrai come in un Souvenir di Parigi,
dove la neve scende eterna, e placida, sulla Torre.”

Commenti
Stupenda questa tua. Grazie per la poesia che regali ogni volta.