Sarà annusandomi fra collo e colletto,
che capirai che sono io la tua chimica;
il resto poi sarà la via della menzogna,
perché è monotona e noiosa la verità.
Non spaventarti, amore, per la distanza,
e pensa a Mozart e al Miserere di Allegri,
che Kepler-62F sarà cordiale e ospitale,
e alla fine io sarò Harlock e tu Esmeralda.
Sì, saranno quelli i nostri nuovi Senhal,
e la vita sarà vita, e mai più esistenza:
sarà un processo di meta-cognizione,
il trionfo della vera memoria eidetica.
Io non ho paura dell’apparente infinito,
e neppure della bella e crudele Raflesia,
solo le immagini mentali del nostro ieri,
in assenza di coscienza, mi sanno turbare.
Ma tu, mio unico amore, fingi di credermi
per una volta: perché purtroppo è vero,
che quando si decide di smettere di bere,
è sempre e solo perché si è un po’ sbronzi.
