« Non si deve invidiare nessuno; visto che i buoni non meritano invidia, ed in quanto ai cattivi, più essi trovano buona sorte più si rovinano.» Cit. Epicuro
Forse tutto avviene perché così è stato deciso,
lo dirà persino Spinoza, e lo spereremo in tanti,
anche se Nietzsche non la penserà proprio così.
Per lui l’invidia può colpire solo il rinunciatario.
Ma tutto è relativo, tutto è soggettivo, tu dici,
e siamo solo invidiosi di quello che ammiriamo,
e felici di perderci, per poterci poi riaffermare,
con creatività, con ebbrezza, con tanto amore.
Infatti tu eri persa sulla spiaggia di San Procopio,
eri la donna orfana di Aristeo, quando ti ho vista,
fino dal tempo dei Traci, dei fratelli eroi Argonauti,
prima dei Macedoni, di Roma e del dominio Slavo.
E io ero solo Orfeo il Poeta, e tu Euridice la Driade,
quando piansi per sette mesi, ininterrottamente,
pensando alla promessa rotta del “noli respicere”,
a Cuma, a Caronte, al Cerbero, e a Persefone.
Mi mancavi lo sai? E volevo salvarti dal buio di Ade.
Con questo canto che ammalia, con l’immobilità,
incantando le bestie feroci, e animando gli alberi,
fino al limite delle mie piccole possibilità artistiche.
E tu chiamavi il mio nome, malinconicamente,
e io non potevo voltarmi per dirti che eri bella;
è stato tutto inutile, non ho potuto resistere,
solo Hermes, adesso, potrà tenerti per mano.
Addio Inferi, addio Euridice, addio speranza:
hai vinto tu Aristeo il Geloso, non la rivedrò.
Ma voi Baccanti ubriache non mi avrete mai,
la mia voce e la mia promessa saranno soavi.
L’umiltà, l’altruismo, la generosità l’egualitarismo,
precedono l’ammirazione, l’invidia, e il risentimento:
tutte cose che portano all’odio, ed alla fine uccidono.
Perciò alla falsità, credo che preferirò l’egoismo, io.

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