Le tue mani, come tulipani, danzano.
In uno spazio improbabile,
sul piano astratto.
I tuoi piedi, piccoli gioielli,
parlano della tua infanzia
ancora così vicina.
Ed io divago,
mentre tu cresci
e ti affacci sul mondo.
I tuoi capelli mi avvolgono,
si attorcigliano ai pensieri,
ancorandosi a desinenze passate.
La tua pelle è un dono del cielo
e mi fa male pensarci,
perché mi riporta al fare del tempo.
Ed io divago, divago,
uomo già stanco
che non può più aspettare.
Come un pennello, che vive a tratti,
cui manca l’aria dentro il cassetto,
tra le tue setole, tinte pastello,
la nube nera si è avvicinata.
Destino apriti, lasciala entrare!!
Che non lo vedi che è tutto scritto?

Commenti
Davvero bravo Charlie .... tante stelle.