È surreale questa mia terra, quando la guardo dal mare:
sembra ma non è, come il torpore che precede il sonno,
come una Torre di Babele che arriva in alto, fino al cielo.
Un atto di superbia, il confronto col diverso, la prigione,
poi l’arte povera, e improvvisamente il dadaismo, il mio.
Non c’è che degrado nel vostro ordine, assenza di senso,
la verità che spiega il disgusto: come la scia della matita.
E così il bambino che ero, oggi non è altro che un suono,
un pensiero che mi ricorda che “dada” non significa nulla.

Commenti
sapevo (anche vista la foto del tuo profilo) che avresti gradito il riferimento.
charlie