“Ma la sera, quando vengono le tempeste, in mortale angoscia noi ci chiniamo, mesti, puntiamo le radici e aspettiamo tremanti se la morte ci colga oppure passi avanti.”
Cit. Herman Hesse
Io non lo so se questa è poesia,
o se si tratta soltanto di un ciuffo di peli bianchi
che volano leggeri, in una sospensione
di ossigeno e pensieri rarefatti:
come le setole piumose
del piscialetto
che si disperdono
nella balia impietosa
del secco vento
che viene da est,
per reinventare se stessi
e radicarsi ai piedi
di una qualunque
torre di Babele.
Ma di sicuro,
e lo so bene anch’io,
è un propagarsi di vita
questo distacco:
l’evoluzione del suono,
di una specie di linguaggio
che prima ci avvicina
ma poi ci allontana.
Perché solo l’amore,
povera anima caduca,
può trasformare
un seme in fiore,
o un’immagine
in poesia.
“Un giorno verrà la pace con l'ultima stanchezza, e la terra madre mi accoglierà in sé.”
Cit. Herman Hesse

Commenti
questo è quello che nei paesi anglofoni si chiama "fishing for compliments"
grazie Albe!
charlie