Ma chissà perché lo immagino
sul sentiero di una villa
a camminare pensando
che è una serata tranquilla
Gli era sembrato un complimento
quando l'avevan chiamato leggero
Il bicchiere appena sotto il mento
dicendo "Quel che è futuro è futuro"
Non so come altro potrei immaginarlo
mi sfugge quella sua faccia un po' triste
Non so chi potrebbe raccontarlo
forse chi un po' come lui di cose ne ha viste
Quel ragazzo che sognavano i bambini
e le ragazze sedute sulle scale
Lui scontava al bar quei cartellini
e sotto al letto non gli bastava il sale
Ma me lo immagino su quel sentiero
camminando verso un evento importante
Qualche minuto concesso anche al cielo
e il fischio della fine messo da parte
Lo immagino così per un attimo sereno
senza quell'ossessione di restare indietro
Lo immagino così a sparire in un baleno
non troppo convinto dietro una porta di vetro
Lo vedo camminare quasi dai miei occhi
verso una luna dissanguata da quegli sconosciuti
Lo vedo scivolare su un patibolo di specchi
senza domandarsi quanti sian caduti
E' come se non gli rimanesse
altro che un gioco col cognome
ma è come se questo bastasse
a dargli tutta la ragione
E non so se si sia bastato
ma sta sorridendo verso i giochi
Sa che l'ennesimo tiro è andato
ma che di momenti così ce ne sono pochi

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