Ho risposto al nervo ottico,
percorso un segmento di cemento
violando il coprifuoco delle sette.
C’eri tu che mi attendevi,
le labbra socchiuse alla salsedine.
Eravamo in mezzo alla gente,
agli avvoltoi e alle cariatidi,
sovrastando le urla dei fiori nascenti.
E’ un giorno qualunque questo,
un giorno spiegato dal rosso,
voluto, atteso e sperato,
riassunto nel sogno comune.
Per fortuna ora piangi di meno
perché la vista ti allieta l’olfatto,
perché l’udito sublima il gusto.
Ho la gola secca, gli occhi asciutti,
e il coraggio del sol levante,
ma le mani anni luce dai tuoi capelli.
Carlo

Commenti
aleggia un senso di drastico - inevitabile
Albatros
complimenti, molto bella:)