I
Silenti volteggiano ne la stanza
e malinconiche
l’immortali note d’un tempo;
sul freddo giaciglio,
tra freddi muri e scarni, stanco posa
ed esangue il viver mio.
Un altro giorno seguì ai giorni
e d’amor pregno
incontro a la notte m’apprestavo,
manco ormai di speranza;
quel fare a nulla valse
né lasciar l’imposte aperte.
Pareva già ch’il sonno mi rapisse.
D’un alito caldo sospinta
a svolazzar cominciò la tenda
e tenue trapelò, sul volto posandosi,
l’argenteo raggio.
Tu Luna.
Tu, ch’eterna vivi
ed eterna per il mondo vaghi, dimmi:
perché a me che son mortale,
perché d’un tuo raggio son degno?
“Se l’amor è tale,
d’un mistero porta il segno,
non quello ch’al sentir si presta
ma quello ch’in eterno resta;
colei che vai cercando
non ha dimore fisse”
la Luna infin mi disse.
Come quei che smarriti
felici ritrovan la via
così, dopo quel dire,
il sentier che volge al viver suo,
felice andai cercando.
Silenti volteggiano ne la stanza
e malinconiche
l’immortali note d’un tempo;
sul freddo giaciglio,
tra freddi muri e scarni, stanco posa
ed esangue il viver mio.
Un altro giorno seguì ai giorni
e d’amor pregno
incontro a la notte m’apprestavo,
manco ormai di speranza;
quel fare a nulla valse
né lasciar l’imposte aperte.
Pareva già ch’il sonno mi rapisse.
D’un alito caldo sospinta
a svolazzar cominciò la tenda
e tenue trapelò, sul volto posandosi,
l’argenteo raggio.
Tu Luna.
Tu, ch’eterna vivi
ed eterna per il mondo vaghi, dimmi:
perché a me che son mortale,
perché d’un tuo raggio son degno?
“Se l’amor è tale,
d’un mistero porta il segno,
non quello ch’al sentir si presta
ma quello ch’in eterno resta;
colei che vai cercando
non ha dimore fisse”
la Luna infin mi disse.
Come quei che smarriti
felici ritrovan la via
così, dopo quel dire,
il sentier che volge al viver suo,
felice andai cercando.

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METRICALMENTE... ENCOMIABILE DAL CONTENUTO ESPRESSIVAMENTE MAGISTRALE. LIETA SERATA.