Quando nei miei occhi
Rifiorivano le spine
Che l’inverno nero
Sapeva ben ammaestrare
Io con voce sommessa languivo
Un candido canto che ripeteva il tuo nome
E come una moglie affranta bestemmiavo la tua assenza
Squarciando il mio velo nero di lutto,
coltellata dopo coltellata.
Ad ogni colpo un giogo
Mi serrava la gola:
era la tua memoria
dolente come un afflitto malato in cerca di cura.
E ti gridavo,vittima inconsapevole:”Perdonami!”
Ma il mio eco già si perdeva nel fumo pesante
Delle candele che accendevo in tuo nome.
Ora so solo intonare versi di affranta rassegnazione,
che risuonano lamentosi come agnelli immolati in nome di Dio.
Ora so,almeno: devono suonare così le preghiere dei vinti.
Rifiorivano le spine
Che l’inverno nero
Sapeva ben ammaestrare
Io con voce sommessa languivo
Un candido canto che ripeteva il tuo nome
E come una moglie affranta bestemmiavo la tua assenza
Squarciando il mio velo nero di lutto,
coltellata dopo coltellata.
Ad ogni colpo un giogo
Mi serrava la gola:
era la tua memoria
dolente come un afflitto malato in cerca di cura.
E ti gridavo,vittima inconsapevole:”Perdonami!”
Ma il mio eco già si perdeva nel fumo pesante
Delle candele che accendevo in tuo nome.
Ora so solo intonare versi di affranta rassegnazione,
che risuonano lamentosi come agnelli immolati in nome di Dio.
Ora so,almeno: devono suonare così le preghiere dei vinti.

Commenti
"Come si fa a far tacere un amore? Un amore deve urlare, gridare, straziare. Un amore scoppia dentro e non ammette silenzio".
SERENA GIORNATA, PRISCILLA.
*****
Molto bella ma tanto triste. Versi apprezzati. Un saluto Grace
Piaciuto lo scorrere dei versi verso la chiusa.
Un saluto