Rifiorirò d'energia
tra Rigel la luminosa
e l'antica Betelgeuse,
sulla nostra cintura d'Orione,
che si estende dalle tue
alle mie labbra.
In un salto apprezzerò distanze
e incomprensibili spazi
e, probabilmente, incontrerò
divinità grandiose.
Saluterò la potenza,
per una volta generosa,
della casualità,
indiscussa madre,
delle nostre irripetibili vicende.
E noi
osserveremo ridendo
le mattine fresche del nostro incontro
seduti a fingere disinteresse
per evitare illusioni,
ma desiderando pomeriggi intensi
e notti che si sommano a notti,
all'infinito.
Affronteremo a piedi nudi
i giardini pensili fioriti,
le insenature scoscese,
l'andare e venire delle nostre
intense risacche amorose.
Useremo
una lingua inventata al momento,
ad altri incomprensibile suono
ma per noi universale linguaggio
causa, ragion d'essere, discorso.
Ci tufferemo insieme
nel blu di una notte di giugno.
Ricordi la prima notte
del primo giugno
della nostra storia?
Quegli odori di precoce mietitura
mi fanno ancora impazzire.
Vivo i postumi perenni
di un'ubriacatura infinita.
E poi...
siamo stati
e saremo felici ragazza mia
mentre per mano
guaderemo il corso liquido del tempo
cambiando ancora una volta
scenografia.

Commenti