Ancora tu
nei rintocchi
di sandalo
delle meretrici,
nell'afa
che sfiata
dalle mie narici....
e poi
ancora
tu
nelle ossa spezzate
delle mie giornate....
e nell'ingombro
di vie affollate
si compie
la tua venuta,
apparizione muta,
agli altri invisibile
e sconosciuta.
Ancora tu
nell'eccidio
di un tramonto spietato
che affonda
le sue impronte
e piano
la tua mancanza
strangola
con la sua linea
d'orizzonte.
Ancora tu ad insegnarmi
che nella vita
conta solo
cio' che rende,
che la felicita'
nn arriva
ma si prende.
Ancora tu
a togliere
ogni piu' piccola forza
ad ambedue...
solo tu,
a rendermi ,
per quanto tempo e ancora,
il contrario
di due.

Commenti
Grz Paola se ti va dimmi i passaggi che piu' hai apprezzato oppure dove secondo te la poesa stona un po' .....un saluto e grz ancora.
Ottimi spunti invece tutta la prima strofa e tutta la terza strofa (le parti migliori del testo per me) e non male i concetti delle ultime due.
Mi sto invece domandando ancora quale cacchio sia il contrario di 2!!
ahahahahahaha ero convinto che fossi una donna per quello in Placenta molle ho fatto quel commento ahahahhahaahhaah ci avrei giurato.......grz ;)